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* camminando nel mio paese - parte prima (o anche introduzione)

Cari anti-berlusconiani dell’ultim’ora, ma dov’eravate mentre il paese si ammalava? Mentre si consumava la decadenza morale e sociale, in un silenzio complice vittima delle televisioni più insulse, dei raggiri di stato, delle verità nascoste, mai dette ad alta voce. Dov’eravate il 13 e 14 aprile del duemilaeotto, giornate calde in cui vi vantavate d’essere la maggioranza con lo sprezzo verso quelli che avevano perso; e perché pochi mesi dopo eravate nelle piazze, a protestare contro i tagli alla scuola, alle università, e poi quelli alla cultura, e poi le proteste per difendere il posto di lavoro, e il diritto al futuro, l’invasione della monnezza, etcetera etcetera (se la matematica non è un’opinione, dovevate esserci anche voi). Dov’eravate mentre qualcuno millantava che Dell’Utri era un mediatore tra picciotti e picciotti, con quali fedeli omertosi condividevate i segreti di pulcinella di questo paese delirante? E il vostro scandalo per tutte le verità che non abbiamo mai potuto conoscere su omicidi e stragi, il vostro scandalo per una Lega sempre più forte che minacciava separatismi neanche fossimo tornati ai tempi dei Comuni d’Italia, il vostro scandalo per come montava su il razzismo, la paura, l’ossessione, l’ignoranza; lo scandalo del contraddire dov’era?! Con quale coraggio vi avventate come avvoltoi sulle macerie di questa decadenza che fa male agli occhi e all’anima?
Mi piace ricordare sempre una storia che cita Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere, una storia troppo antica per essere di moda oggi. E’ quella di Edipo, che non è solo un complesso per psicologi, ma anche il racconto di un uomo che, scoperto d’avere inconsapevolmente ucciso il proprio padre e fatto l’amore con la propria madre, acceca se stesso attanagliato dai sensi di colpa. ‘’Je lève la main, je suis responsable’’ – Edipo sentiva d’essere responsabile pur essendo innocentemente inconsapevole del proprio intimo delitto. Che bella anima che aveva Edipo, chissà in quanti pensano ‘’povero fesso’’ a sentire questa favola. Perché l’Edipo di oggi è più moderno, anzi (parafrasando Scalfari) contemporaneo: sa, conosce, è consapevole, eppure per lavare le proprie colpe gli basta buttarsi nella corrente di Eraclito e proclamarsi liberale. L’acqua fredda lava tutto, è provato che le macchie si tolgono con l’acqua sin dai tempi dell’antica Grecia, e prima ancora.

E cos’è che vi ha fatto scandalizzare tanto per diventare ‘’anti-berlusconiani’’, un termine che troppo spesso avete aborrito con l’atteggiamento schizzinoso di chi lascia certi sentimenti primordiali ad orde di comunisti invidiosi. Avete per caso scoperto che non esistevano solamente comunisti invidiosi e sovversivi, ma anche persone con degli ideali, veramente affrante per come veniva martoriata l’Italia? Non credo. E perché dovremmo lasciarlo a voi questo speciale modo di intendere le cose, perché gli ideali dovremmo lasciarli a voi complici silenti fino all’altro ieri? Cos’è questo attacco improvviso di revanscismo patriottico che vi è sceso sulle capozze come uno spirito santo illuminante? In quale momento di quale giornata d’autunno v’è venuta voglia di scoprire tutte le verità nascoste del nostro paese, in quale ora della notte avete gridato come eroici figuri d’altri tempi ‘’basta! è ora di ricostruire il paese!’’. E soprattutto perché dovremmo fidarci dei vostri perché, perché mai dovremmo affidare proprio a voi questa benedetta ricostruzione di cui favellate.

Non basta fare un bagno nel fiume di Eraclito per scoprire certi ideali: libertà, giustizia sociale, uguaglianza civile, non son cose che s’imparano nemmeno sui libri di diritto e filosofia, sono più simili ai signori di Totò, sono situazioni dell’anima, moti interiori. Per anni i vostri moti interiori vi hanno portato a sentire che era giusto e tollerabile rimanere complici di un signore che non aveva il minimo ritegno per questo genere di ideali, a cui interessava appena il gioco di se stesso – e questo signore non è mai cambiato, è sempre rimasto uguale, coerente (almeno lui), non è un Mussolini che passa dall'anticlericalismo ai Patti Lateranensi. E allora cos’è tutto quest’animo da ‘’rivoluzionari onesti’’, come se fosse un vostro speciale diritto? come se ve lo fosse conquistato? come fosse stato un difficile e duro cammino verso la libertà? Ma stiamo scherzando?! Noi ci avvelenavamo l’anima e ora dovremmo consegnare a voi (che siete gli stessi) il diritto di straparlare di certe cose, e di rifare eventualmente l’Italia?! Avete fatto le macerie, adesso – permettete – abbiate la dignità di lasciare la ricostruzione a qualcun altro (semmai ci sarà). Ma questo non accadrà, è appena un sogno, un augurio.

Pubblicato il 22/11/2010 alle 11.9 nella rubrica Diario.

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