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* della situazione politica contemporanea (all’arrivo di settembre)

Tra tutte le dichiarazioni e le scemenze del caldo inizio di settembre ce n’è una che mi ha immediatamente illuminato sul prossimo futuro. No, non è stato Gianfranco Fini, l’uomo che ha avuto la finezza di prendere per il culo l’elettorato di destra usando gli stessi concetti della propaganda di sinistra con qualche gioco retorico qui e là (quando parla di tagli mette prima l’accento su quelli alle forze dell’ordine e poi quelli alla scuola, inversione che colpisce, ma che non significa altro che tagli a forze dell’ordine e scuola, insomma un fatto retrò datato duemilanove). Ma Fini ha un progetto, quantomeno un’idea della destra del futuro, una base da cui partire, insomma dietro le parole c’è qualcosa che nasce, qualunque calcolo costi. Se mi guardo dall’altro lato l’idea non la trovo, e capito su una dichiarazione a caso di una tal scrittrice vincitrice del Campiello, Michela Murgia, che si lamenta del premier: ‘’il sogno segreto di Berlusconi è di mandare via gli scrittori di sinistra: ci vorrebbe fuori dalle sue case editrici’’. E fa l’esempio di Saviano, come se un romanzo che racconta la camorra fosse letteratura di sinistra. Tutto questo mi ha posto inquieti interrogativi, del genere ‘’che cosa vuol dire essere uno scrittore di sinistra’’, almeno nell’idea della Murgia. Esistono davvero gli scrittori di sinistra, e cosa raccontano? Le storie sul precariato – di cui lei ha scritto – son storie di sinistra? La storia su un ricercatore dell’università sarebbe una storia di sinistra? Quali sono le storie di sinistra e quali quelle di destra? I demoni di Dostoevskij è un romanzo di sinistra per la figura del rivoluzionario Pëtr Stepanovic Verchovenskij che evoca la prossima venuta del socialismo? E Dostoevskij avrebbe mai riaffermato, ritirando un premio, il suo essere scrittore di destra, di sinistra, un whig, un tory, o quel che volete? Ma al di là di questi paragoni improbabili, che cos’è uno scrittore di sinistra oggi? Cosa diavolo scrive? Esistono parole di sinistra, un intero vocabolario? E qual è l’idea che ha della letteratura di sinistra la Murgia?

Credo che la Murgia per scrittore di sinistra voglia intendere pressappoco lo scrittore scomodo, con un’equazione molto semplice che tira in ballo e appiattisce sicuramente anche Pasolini e l’intellettuale scandaloso, un’equazione che arriva a far coincidere ciò che è scomodo e sfida la pruderie sociale alla sinistra (magari!). In una società in cui Fini è più scandaloso di Bersani i miei conti non si trovano. Deve essere passata qualche settimana, e chiedo già venia se mi sbaglio, da quando lessi su qualche blog ufficiale e qualche pagina di giornale di elogi smisurati alla nuova idea di Bersani per rilanciare il Partito Democratico, e mi affrettai alla ricerca di quell’idea e quell’intervista con vaga sorpresa. Ebbene, io non so mica se ci si anima così come davanti a un’oasi d’orrore in un deserto di noia, però la proposta di Bersani era: ‘’rifacciamo l’ulivo’’. Ma perché non chiamare anche Prodi ed evocare qualcuno dall’al di là? E’ questo il retroterra dell’intellettuale scomodo della Murgia? Prodi, l’Ulivo e la Bindi? E quali sarebbero questi scritti scomodi degli scrittori di sinistra tali da attirare l’ira di mister B?

Capirei avessimo uno scrittore di sinistra à la Bertold Brecht, quello sarebbe capace di scandalizzare anche quei rimasugli medievali del bel mondo solo con una parola a teatro di Galileo. Tutto ciò mi apre alla riflessione, che ne è delle parole scomode?dello scandalo?del non politicamente corretto? Insomma delle parole vere, delle idee autentiche, quelle dette e non sussurrate, quelle nuove che non si ha paura di ribadire. Davvero l’unica occasione di scandalo dell’Italia del ventunesimo è il cazzeggio libero su mister B? E una volta che ce ne saremo liberati, perché presto o tardi sta per accadere, resteremo vittime del virus del berlusconismo? Cosa diremo in quel giorno magnifico?

Probabilmente Fini parlerà della sua idea di destra, e la Murgia non potrà più lamentarsi di nessuno, sarà costretta a scrivere ‘’cose di sinistra’’ senza millantare censure, sarà costretta a pronunciare un discorso sulla letteratura (quelle dommage!) ritirando il Campiello. Si sentirà ancora scrittrice di sinistra quel giorno?o, tolto Berlusconi, sarà diventata semplicemente una scrittrice? Una che non pensa più all’epurazione. E, diventata la Murgia una scrittrice che non sa più cosa significa essere di sinistra, che non ha più le coordinate per capire cosa vuol dire l’essere di sinistra, che ne sarà quel giorno del Partito Democratico? Cosa caccerà dal cappello, un post-Ulivo della post-modernità? Insomma, che ne sarà dell’anima di sinistra?parlo delle viscere profonde, e della sua metaphisica.
Saranno giorni bui per le anime in diaspora, tutti dovranno capire da che parte stare senza capire qual è la linea di confine. Saranno giorni alla Flavia Vento.

Pubblicato il 8/9/2010 alle 16.17 nella rubrica Diario.

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