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* estratto da 'lettere dalla terra' di mark twain

Dio aveva avvertito l'uomo e la donna di non mangiare del frutto di un certo albero. E aveva aggiunto uno strano commento: egli disse che se avessero mangiato di quel frutto sarebbero certamente morti. Strano per la ragione che, non avendo mai visto prima un esempio di morte, essi non avrebbero potuto capire quello che egli voleva dire. A questo punto un serpente venne a cercarli privatamente, e li avvicinò camminando in posizione eretta, all'uso dei serpenti di quei tempi. Il serpente disse che il frutto proibito avrebbe colmato le loro menti vuote con la conoscenza. Di conseguenza essi lo mangiarono, il che fu abbastanza naturale essendo l'uomo concepito in modo che egli desideri ardentemente conoscere; mentre il prete, come Dio, di cui è imitatore e rappresentante, ha fatto dell'impedire a esso di imparare qualsiasi cosa utile il proprio ufficio fin dal principio. Adamo e Eva mangiarono il frutto proibito e all'improvviso una grande luce si riversò nelle loro deboli menti. Avevano acquistato la conoscenza. Che conoscenza... conoscenza utile? No; solo conoscenza che c'era una certa cosa chiamata Bene, e una certa cosa chiamata Male, e come commettere il male. (...)
Molto bene, Adamo e Eva adesso sapevano che cos'era il male, e come farlo. Sapevano come fare una varietà di cose immorali, e tra queste una più di altre; quella che più di altre aveva occupato la Divina attenzione: l'arte e il mistero del rapporto sessuale. Per essi fu una magnifica scoperta e smisero di bighellonare nell'ozio per dedicare a esso tutta la loro attenzione povere esultanti giovani cose! Nel mezzo di una di queste celebrazioni sentirono Dio passeggiare nel bosco, che era una sua abitudine pomeridiana, e furono presi dalla paura. Perché? Perché erano nudi. Prima non se ne erano mai accorti. Prima non ci avevano mai fatto caso. Nemmeno Dio. (...)
Naturalmente penserete che la minaccia di punire Adamo e Eva per aver disubbidito non fu ovviamente eseguita, dal momento che non avevano creato se stessi, né la loro natura né i loro impulsi né le loro debolezze, e dunque non erano giustamente soggetti al comando di alcuno, né responsabili verso alcuno dei propri atti. Vi sorprenderà sapere che la minaccia fu eseguita. Adamo e Eva furono puniti, e quel crimine trova difensori ancora oggi. La sentenza di morte fu eseguita. Come vedete, l'unica persona responsabile per il delitto della coppia la fece franca e non solo la fece franca ma divenne il boia degli innocenti. (...)
Molto bene, Dio cacciò Adamo e Eva dal Giardino, e alfine li assassinò. Tutto per aver disubbidito a un comando che non aveva diritto di pronunziare. Ma non si fermò qui, come vedrete. Egli ha un codice morale per sé e uno completamente diverso per i suoi figli. Ai suoi figli chiede di trattare giustamente e benevolmente i peccatori, e di perdonarli settanta e sette volte; mentre egli non tratta giustamente né benevolmente nessuno, e non perdonò a quella prima coppia di giovanetti ignoranti e sprovveduti il loro primo piccolo peccato dicendo: «per questa volta potete andare, vi do un'altra possibilità». Al contrario! Egli elesse di punire i loro figli di tutte le epoche fino alla fine del tempo per un peccato insignificante commesso da altri prima che fossero nati. La punizione è ancora in atto. In forme attenuate? No, in forme atroci.

Pubblicato il 26/4/2010 alle 15.52 nella rubrica Diario.

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