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* zero con la virgola

Una delle candidate radicali si chiede perchè quello radicale è un partito dello zero virgola per cento, vorrei abbozzare stralci della mia opinione personale, perciò le risponderò qui.

Quando posso sostengo i radicali col voto, però posso dirti comunque dove secondo me si sbaglia (nel vendersi agli italiani). Pannella è ormai un leader vecchio che parla un linguaggio (quando è comprensibile) troppo infarcito di ‘’luoghi comuni radicali’’, persino il simbolo della coperta gialla sempre in spalla a Emma Bonino diventa un luogo comune, e posso immaginare quanto infastidisca la casalinga di Voghera e il disoccupato di Gioia Tauro. So che questo non piacerà ai radicali, ma la leadership è dannatamente vecchia, troppo spesso quando si pensa ai radicali si casca nelle libere associazioni, Pannella-sciopero della fame (‘’ma se l’ho visto magnà un piatto di bucatini sulla Merulana’’), etcetera. La lotta per i diritti civili non si coniuga con nessuna collettivizzazione di interessi, quest’apertura non c’è mai stata e credo che aumenti il senso di esclusione di maggioranze e pure minoranze – votare il Partito Radicale è anzitutto una scelta individuale. Il radicale potrebbe essere ovunque e in nessun luogo, una specie ormai in estinzione, con una forte coscienza individuale – ma questo non è un paese per le coscienze individuali o libertarie, questo è il paese dove persino grillo collettivizza gli interessi di chi non ha interessi. Io credo che sarebbe necessario un ripensamento dei radicali, un’apertura al socialismo del welfare, coniugare la libertà dell’individuo con la distribuzione della libertà, farne un interesse di tutti.
Allargare i discorsi/temi. Un esempio per tutti è quello che io chiamo ‘’il discorso della pillola’’ – non si può costruire un partito-movimento da una pillola, io sono a favore dell’aborto ma non mi sveglio la mattina facendo la conta degli obiettori di coscienza italiani, più che altro mi alzo dal letto con la preoccupazione del domani e il fastidio per quello che non va intorno a me. E quando mi incazzo di rado è per una pillola, semmai è davanti a un bus che non passa, davanti a un immigrato che viene insultato, davanti alla vista di una mensa ospedaliera controllata da un camorrista, davanti a una donna disperata per il figlio che studia fuori e non riesce più a mantenere, e persino davanti a un farmacista che non mi vende l'aulin (obiettori anti-mescalina). E’ vero, mi prende un certo fastidio quando sento parlare di preti pedofili, ma è lo stesso fastidio che mi brucia quando vedo ancora passeggiare a piede libero per le strade il mio vecchio vicino di casa pedofilo. In un certo senso è tutto questo che spiega in parte lo zero virgola per cento, e perché se non si apre ne resterà solo un movimento di piccole battaglie. Insomma, avremo la pillola ma con lo zero.

Pubblicato il 31/3/2010 alle 15.50 nella rubrica adornianamente.

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