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* ma un bel giorno cambierà

So che ormai non dovrebbe più scandalizzarmi il modo in cui funzionano certe camorre televisive in questo paese, in phondo pulluliamo così tanto di camorre che la reazione più istintiva è al meglio l’annichilimento, al peggio l’indifferenza. Ma da qualche anno si aggira lo spettro di un nuovo prodotto televisivo, meglio conosciuto come il tele votante, che deve essere mediamente un ragazzetto o una ragazzetta (ma non posso neanche escludere che dietro di lui in realtà si nasconda mio nonno) senza nient’altro da fare che sfogare le proprie aspirazioni frustrate sull’illusione di prendere l’importante decisione di far nascere e morire personaggi senza importanza. Come vive un tele votante?come fa ad emigrare con tanta costanza da una trasmissione all’altra?si rende conto di buttare i soldi?o è preso dalla frenesia del fumatore che una volta iniziato non può più smettere? E’ un fumatore aficionado, insomma non cambia mai pacchetto di sigarette? Se gli offri una Marlboro, lui che è ormai abituato alle Merit, te la spezza con la superiorità del perdente che si sente vincente? Forse è uno scommettitore strano, che non vince un cazzo, ma non riesce a liberarsi della goduria di vincere per procura, di godere a distanza. E’ come un elettore del PD da primarie, paga e arrivederci.
Tutto questo per dire, Sanremo l’ha vinto un altro prodotto di questa schiera di ragazzetti (o mio nonno?) viziati che hanno subito il fascino di uno che non sa neanche che cavolo sia fare musica (sulla questione, chi è a subire il fascino di Valerio Scanu, non saprei proprio da dove iniziare, ci deve essere stato un momento storico preciso in cui il fascino è stato redistribuito da Berlusconi, e io chissà dove cazzo ero). Ma ormai Sanremo è uno scandalo che accettiamo e sopportiamo tutti gli anni, come quei venerdì di febbraio e marzo dove ti trovi a incontrare persone che ti dicono ‘’ma guarda che oggi non si mangia carne’’ (ma come, ieri sera hai preso a calci un barbone e ora vieni a dire a me che non si mangia carne?!). Ecco il punto in cui dovrebbe sorgere l’indifferenza, ma son due anni di seguito che si propone lo stesso disegno divino, e alle volte capita pure di sentirsi presi per il culo e d’incazzarsi. Luigi Tenco ha sbagliato ad uccidersi per questa baraonda, non ne valeva la pena (anche se io credo che il motivo del suicidio di Tenco è in Vedrai vedrai) – e bisogna pure capire tutti quei cantautori sottopagati (quelli veri, che al posto di mandare il cd con la stessa cantilena a Sanremo si caricano gli strumenti addosso e girano nei locali di provincia) che si rifiutano di mischiarsi a questi personaggi da televoto. Chi non è d’accordo coi disegni divini deve soccombere alla logica della televisione, ovvero anche se tu non sai da dove cazzo viene Valerio Scanu, sappi che ha vinto, la sua è la migliore litania dell’anno, concepita e inscatolata apposta per vincere al televoto.
La chiameranno democrazia del televoto, il volere del pubblico sovrano. E sarebbe una democrazia quella dove gli unici istruiti a tele votare si sono allenati per anni nei programmi televisivi di canale 5? E’ come mettere un nero in una gara di bellezza e avere una giuria di nere puriste della razza.
Insomma, un paese nelle mani di chi chiama artista un tizio che una mattina si alza e decide che vuol fare il cantante pop, e siccome c’è la televisione e una donna trova che abbia una faccia abbastanza carina e una storia abbastanza struggente da farci sopra i soldi, ci riesce. ‘’Musicisti’’ senza talento e inventiva, il gioco è servito, prendiamo per i fondelli gli italiani, in phondo abbiamo degli ottimi esempi nei piani alti. E fanculo però, ci state distruggendo!

Pubblicato il 21/2/2010 alle 2.8 nella rubrica point of view.

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