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in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
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il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


THE RENAISSANCE

 









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27 maggio 2010

* sta per nascere una wonderland ancora peggiore

''Ma ce l'avevano tenuta nascosta tutta questa crisi'', commento di una berlusconiana nelle ultime ore.
Bastava non credere a Wonderland.

5 novembre 2008

* oggi ho più fiducia nella razza umana

 

(Presidente, non si faccia fregare da chi non la vuole)




permalink | inviato da desaparecida il 5/11/2008 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

31 ottobre 2008

* storie dal secolo ventuno italiano, introduzione

Non passa giorno che qualcosa diventa illegale.




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20 settembre 2008

* quando oliver ci si mette d'impegno




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14 settembre 2008

* per il ciclo, la poesia del novecento è morta

* Henry Miller -
dedicata a Mara C.


In seguito, quando ebbi attaccato con Claude, e la vedevo ogni sera seduta al suo solito posto, il sederino tondo annidato nel panchetto di felpa, provavo verso di lei una sorta di inesprimibile ribellione: una puttana – così mi sembrava – non ha il diritto di star lì seduta come una signora, ad aspettare pudicamente che qualcuno le si avvicini, sorbendo intanto sobriamente il suo chocolat. Germaine invece era una cacciatrice. Non aspettava che tu venissi a lei: sortiva a catturarti. Ricordo benissimo i buchi nelle calze, le scarpe logore, sfiancate; ricordo anche come stava in piedi al bar e con un gesto di sfida cieca, temeraria, buttava giù un bicchierino forte nello stomaco e di nuovo fuori, di nuovo in marcia. […] Quando se ne stava distesa con le gambe larghe e gemeva, anche se gemeva allo stesso modo per chiunque, era bene, era una vera espressione del sentimento. Invece Claude…beh, con Claude c’era sempre un certo riserbo, anche quando si ficcava sotto le lenzuola accanto a te. E il suo riserbo offendeva. Chi vuole una puttana riservata! Claude era persino capace di chiederti di voltarti, quando si accosciava sul bidet. […] Germaine era nel giusto: era ignorante e lussuriosa, metteva nel lavoro il cuore e l’anima. Era puttana dalla testa ai piedi, e questa era la sua virtù!




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2 settembre 2008

* qualora un plotone franco-canadese mi puntasse i fucili contro & mi facesse scegliere una canzone dei beatles



Toh, chi è tornato.




permalink | inviato da desaparecida il 2/9/2008 alle 14:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa

5 agosto 2008

* tutto quello che avrei voluto dire su Barack (e non avevo mai osato chiedermi - finchè non vidi certe immagini di repertorio) – parte I

Barack mi sembra il personaggio di uno di quei film anni Ottanta dove l’avvocato di turno, in genere un Harrison Ford che lotta per i diritti di qualcheduno contro qualche inspecificato male, recita la battuta giusta al momento giusto – non so, roba del genere ‘’so che avrei dovuto passare più tempo a imparare le regole di Washington, ma ci sono stato abbastanza a lungo da sapere che le regole di Washington devono cambiare’’. Sono di quelle frasi che infiammano lo spettatore medio, lui lo sa e le dice. (E poi ha quel profilo giusto alla ford, quello dell’avvocato progressista che ha lavorato nell’assistenza ai sobborghi di Chicago, mentre lottava per estendere il diritto di voto, s’occupava di diritti civili, assicurazione sanitaria, Hiv, etcetera; quello del senatore contrario alla guerra in Iraq.) Cosa volere di più di uno che dice la battuta da film americano anni Ottanta al momento giusto?

23 luglio 2008

*



Cado ogni giorno di più in amore per quest'uomo (quello con la cravatta a righe).




permalink | inviato da desaparecida il 23/7/2008 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

18 luglio 2008

* un link compulsivo e uno ossessivo

*
*

Gli asterischi testimoniano i miei progressi di laicizzazione.




permalink | inviato da desaparecida il 18/7/2008 alle 19:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

13 luglio 2008

*

Ho visto Across the Universe, lì per lì mi è piaciuto, anche se poi a tratti c'erano troppi balletti, mi dicevo il regista deve avere qualche reminiscenza di teatro broadwayana quantomeno, solo dopo aver letto che il regista è una donna (la regista di Frida per intenderci, film che non ho ancora visto) ammetto di essere stata presa da un pregiudizio negativo per qualche minuto, ho immaginato un'insegnante di danza che cura la scenographia, prende a man forte dalla discographia dei Beatles, e ci fa un film visionariamente favolistico sul Sessantotto come se stesse preparando un saggio di danza di fine anno. Mi sono passati per la testa tutti i difetti & le forzature che vengono in genere in mente alle insegnanti di danza, il protagonista si chiama Jude, la protagonista - manco a dirlo - Lucy, c'è una japanese che si chiama Prudence, si chiude in uno stanzino così che gli altri possano intonare 'Dear Prudence, won't you come out to play?', c'è persino Sexy Sadie, c'è un tizio che vorrebbe ricalcare Hendrix, c'è la guest star Joe Cocker, c'è Bono Vox (sottolineo, c'è quel 'cantante' degli u2!!) che impersona Doctor Robert (il momento più basso). Mancava all'appello quasi solo una Michelle, e me ne dispiace e mi sorprende (a meno che Michelle non fosse nel primo quarto d'ora che mi manca all'appello). Ad ogni modo mi è piaciuto l'I want you cantato dallo zio Sam, o l'Across the Universe-Helter Skelter, mi è piaciuto persino il momento in cui Jude (che era il sosia di Paul, e tanto per rimarcarlo veniva da Liverpool) intona un 'something in the way she moves, attracts me like no other lover'
C'è una cosa da dire. Liverpool è veramente squallida e fumosa in confronto all'America, le donne americane vanno a fare la rivoluzione mentre quelle di Liverpool indossano cappucci medievali in attesa dell'uscita dalle fabbriche dei loro uomini - non sia detto che s'è calcata la mano... Naturalmente verso il finale arriverà Hey Jude, la chiamatissima Lucy in the sky with diamonds però sorprendemente non c'è fino ai titoli di coda (sempre premettendo che io il quarto d'ora iniziale non l'ho visto). Insomma bel film - sì lo so che fin'ora non ne ho detto granchè bene ma devo dirlo, è un film attrattivamente semplice, che tocca quei (miei) punti sensibili.




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26 giugno 2008

* they always shoot



Ho appena visto Bobby, e non posso farci niente, un certo stile di retorica americana mi emoziona. C'è dentro il '68.




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4 giugno 2008

* the dark side of the white house

E così pare abbia vinto Barack Obama, ammenochè non intervenga un Mark Chapman, sono quelli come Mark che hanno contribuito a fare la storia d'America. Ma mi auguro che ci sia questo scontro col repubblicano di plastica, mi fa piacere per Barack. Sì, gli americani sono un popolo di obesi che si vendono magri e belli, un popolo di conservatori che si vende liberal, però non posso arrivare a credere che continueranno a venderci l'integrazione razziale e il femminismo (nei film-s) mentre fanno fuori prima the woman e poi the black acclamando il plastico trionfante per il finale. Sarebbe la vittoria del silicone, e questo è un privilegio del made in italy.

5 maggio 2008

* memorie del pensiero unico

 





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7 febbraio 2008

* avvertenze: non è apologia di naziskin

Da giorni sul sito de Il Foglio campeggia il testo della moratoria sull’aborto in lingua inglese (ad onor del vero, in tutte le lingue): la lettera è ricca di citazioni e orpelli da dramacomedy, dalla Warnock Commission alla Decleration of Geneva fino al richiamo - a tutt’oggi in auge - del processo di Norimberga, che a mia memoria storica fu un processo ai gendarmi nazisti nel dopo guerra per i crimini contro l’umanità tra i quali la Shoah, che sempre a mia memoria storica fu lo sterminio degli ebrei nei lager. Ora, chiunque di noi oggi vive in questa parte di mondo che chiamano Occidente, sa perfettamente che il solo atto di rievocare la parola nazismo tocca le corde più profonde dell’uomo: siamo stati addestrati a riconoscere in Hitler il male assoluto, e nella svastica il simbolo di questo male – ancora oggi incapaci di superare il trauma della pazzia collettiva di quegli anni neri, ci siamo dati alla dimenticanza, all’oblio, alla censura, negandoci la libertà (stessa parola che il nazismo tentò di negare). Siamo diventati così folli nella nostra negazione totalitaria, che tutto ciò che di poco sfiora il concetto che ci siamo fatti in testa del nazismo va messo via, zittito, imbavagliato: una donna tedesca ha perso il posto di lavoro perché ha pronunciato in televisione le parole ‘’arbeit macht frei’’ – il lavoro rende liberi, slogan nazista e vagamente antisemita. Per dirla tutta in Germania non si trova in circolazione neanche il Mein Kampf, e nei mercatini è vietato vendere cimeli nazisti - non che uno voglia distribuire il Mein nelle scuole e collezionare permessi di lavoro del regime. Però.
Si è fatto in modo di negare il nazismo, ma non si è riusciti per questo a superarlo, a negare il nazismo dentro gli uomini. Si è strumentalizzato il nazismo, per proprie convenienze, e per nascondere nuove ideologie. La lettera della moratoria sull’aborto ne è un esempio, usa il richiamo nazista per strumentalizzare una realtà, creare stereotipi negativi di chi crede nella libertà di scegliere di non portare avanti una gravidanza: si urla al pericolo antico di Sparta, al terrore di una società che ammazza i bambini, e che ne seleziona i geni alla nascita. Gli abortisti sono mostri, nazisti contrari ai diritti umani, vanno processati, censurati, eliminati, mandati al rogo insieme al Mein Kampf. In questo clima di neo conservatorismo negatore di libertà all’arrembaggio, mi ritorna in mente il poeta di Brecht, quello i cui libri furono dimenticati dal rogo del regime, e che scrive ai potenti irato: Bruciatemi!questo torto non fatemelo! Ecco, quando sarà finito questo ciclo di beozia storica noi avremo due possibilità di ricordo dei tempi andati, essere stati dalla parte del regime o da quella del poeta.




permalink | inviato da desaparecida il 7/2/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

6 febbraio 2008

* al devoto-oli


* l'ultima volta che ho sentito questo pezzo ho visto il muro




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1 febbraio 2008

* sono in scarsità di titoli

Oggi in treno ho avuto una visione, un segno divino, un'allucinazione celeste, insomma chiamatela come vi pare. Me ne stavo accucciata sul mio sediolino tentando di dormire, ma in phondo neanche, stavo semplicemente considerando che i fascisti mi stanno sul cazzo a priori e a posteriori e per motivi personali che non contemplano il mio essere ebrea (ndr - non sono ebrea, e me ne vanto*). Ad un tratto, nello spazio tra i due sediolini di fronte a me, ho visto levarsi un pugno chiuso, per tre volte - i segni divini amano ripetersi, e amano il numero tre. Ora siccome io non so interpretare il divino, vi lascio alle libere interpretazioni (anche laiche).

*nota per esperimento - il me ne vanto è ironico

- buon capomese -




permalink | inviato da desaparecida il 1/2/2008 alle 0:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa

28 gennaio 2008

* spassionati consigli, part II



Qui LibMagazine.




permalink | inviato da desaparecida il 28/1/2008 alle 21:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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