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in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
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il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


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25 febbraio 2010

* della pruderie e di altre stronzate

E’ da tempo immemore che medito di scrivere una cosa del genere, ‘’S’io fossi la moglie di Marco Travaglio’’, tentativo che attesta a pieno titolo quanto sia malata la mia immaginazione, è che in certi casi il non-essere risolleva dall’essere, ovvero non oso ipotizzare una situazione meno felice di quella di ritrovarmi in casa a sera un isterico che mi solleva questioni morali anche per una fila saltata alle poste (e io sono una di quelle che ama la parola ‘portoghese’ quando si tratta di lunghe file, una di quelle italiane non atipiche che nei musei all’estero fingendo di chiacchierare distratta al telefono salta almeno una dozzina di persone alla volta). Oltremodo, c’è quel suo sorrisino. Un sorrisino che vorrebbe pure pretendere di essere simpatico, e guai a non assecondarlo, finiremmo per litigare sul concetto di sarcasmo, inizierei a pregarlo ‘’ti prego almeno per una sera posa quella dannata agendina, smettila di predicare, e guardiamo un film di Allen’’. Non sto qui sindacando sul suo sorrisino in particolare, in phondo ognuno è libero di sorridere come gli pare, ma su tutti quelli che si tira dietro come un meccanismo automatico, tutti dello stesso genere Harmony, ovvero la ripetizione di una trama infinita ed evergreen, la certezza che prima o poi la storia avrà un lieto fine nonostante gli ostacoli disseminati sul cammino, generalmente incarnati da Silvio Berlusconi. Il travaglismo non ha altri interessi, forse sa, ma in certi casi finge di non sapere, che esistono altri mondi, che a Teheran (tanto per dirne una che mi piace tenere a mente) gli studenti rischiano la morte nelle piazze per denunciare i brogli elettorali – lo spazio d’interesse varia dalla ‘’maledizione della par conditio, dovuta alla maledizione Berlusconi’’ al lettone di Putin, fino alle piccole beghe paesane coi giornalisti della ‘destra’ ufficiale, come se lui fosse immune dalla destra non ufficiale, ma qui devo essere d’accordo con lui nel constatare di quanta noiosa confusione abbia creato la presenza e la dialettica (noi vs comunisti) di Berlusconi in questo paese.

Tuttavia, avendo scampato la temibile condition de l’etre moglie di cotanto personaggio, non mi sento di simulare l’impazzimento che ne sarebbe venuto fuori la sera che fu messa in dubbio la sua onorabilità, e via alla ricerca di carte, dimostrazioni d’innocenza, scontrini, e via dicendo, con la meticolezza di un killer seriale (o di una sarta del sud, se si preferisce), e la costanza di una zitella di vecchia data offesa nell’orgoglio. In phondo ho sempre pensato che Marco ha quello stile da pudica vittoriana, quella certa pedante permalosità tipicamente femminile, per dirlo in una sola parola, che ritrovavo sempre in certi romanzi inglesi che leggevo in gioventù, pruderie. Pruderie è una parola che raccoglie un mondo di significati, dizi.it la traduce in pudore morale, perbenismo, moralismo; Hoepli parla addirittura di castigatezza affettata, moralismo esteriore e formale; Wordreference la definisce ‘’manifestazione di eccessivo pudore, moralismo esagerato e ridicolo’’; Stendhal dice ‘’la pruderie è una specie di avarizia, la peggiore di tutte’’. E la pruderie mi ha sempre fatto sorridere, non quel sorriso a mezza bocca che se ne tira dietro a iosa (quello che sottende, noialtri sorridenti condividiamo un segreto-verità che voi ignorate), in genere il mio sorriso amaro nei confronti della pruderie è sempre stato tristemente singolare, non ha mai attratto chissà quali proseliti.

Questa lunga inutile premessa per dire che la lettera di Santoro in risposta a un Travaglio sconvolto, colpito nell’onore, capriccioso, sembra quasi quella di un marito annoiato allo stremo della sopportazione, che tenta di giustificare il fatto di non essere intervenuto a difendere l’onorabilità dell’avvizzita compagna che reclama più attenzione. Insomma, meraviglioso momento di sorriso amaro Vs pruderie.


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permalink | inviato da desaparecida il 25/2/2010 alle 12:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 dicembre 2008

* an excessive song for the vintage

Visto che è venuto carino vorrei cambiare indirizzo, ma quanto era bello desaparecidos, lo dico con la nostalgia negli occhi degli innamorati, che non è narciso che si guarda allo specchio, tutt'altro, mi spiace sul serio lasciarlo andare per un miserrimo nuovo indirizzo, ma è che a forza di passare del tempo con l'amante alle volte ti innamori dell'amante, e resti sulla porta a guardare entrambi, fai la conta dei bei momenti e di quelli da buttare trascorsi con quello che ormai sa di antico, e ti dici 'ma come faccio a lasciarti se mi fai quegli occhi', guardati quanto sei complesso insomma, e quant'è semplice l'amante, guardati quanto sei strano, insozzato, misero, e guarda quant'è vergine l'amante, è una carta bianca da distruggere e insozzare. Però non te lo posso fare, desaparecidos, abbiamo cantato la nostra personale rivoluzione, abbiamo fatto lo sferruzzo, e ci siamo chiesti se avesse ragione marx o hegel, idea o materia? (senza arrivare a soluzioni, cazzo!), abbiamo cincischiato, brindato, tiraneggiato contro quegli idioti che si fanno saltare in aria per ammazzare innocenti, siamo passati dall'agnosticismo all'ateismo mistico, rubrichizzato il vintage, e ti ho rotto l'anima con la mia musica che a volte stordisce, e il cuba libre, e godard, insomma so che a tutto c'è un limite. Ti ricordi i primi tempi?quando passeggiavamo sul lungomare ed io pensavo di essere incinta, e festeggiamo con un quadro rosso di chagall il falso allarme, e da allora iniziammo a frequentarci, e non ti ho fatto mai un regalo per la pazienza che hai avuto, perchè in realtà il mio animo romantico e idealista qualche volta si trattiene, e se proprio dovessi farti un regalo adesso sceglierei il vinile usato di storia di un impiegato, so che tu lo ascolteresti in una serata di mezzo autunno con le mie peggiori abitudini in mano, una mezza sigaretta e un canticchio, resteresti a pensarmi come la donna che lascia il bombarolo da solo davanti al parlamento, in galera a cantare con gli altri vestiti uguali, e per questo non riesco a fartelo. So che in un giorno qualsiasi dell'anno nuovo mi mancherebbe la libertà del nostro passato, e che l'amante inizierebbe a rompere con le sue pretese da indirizzo google dotato di sondaggi, e blogroll alphabetica, e news, e youtube incorporato, e cerca la parola per il video, e personalizza qua e personalizza là, si offenderebbe se mancassi un giorno o una settimana, con te invece posso dire di scendere a comprare le sigarette e tornare dopo un mese, abbiamo l'anima desaparecida. Ma ho un caratteraccio, e potrei scordarmene domani.




permalink | inviato da desaparecida il 2/12/2008 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

12 novembre 2008

* echi d'al di là

Ho sentito dire in giro che il blog è morto (qui sta persino la photo dell'epitaffio). Poi capita di leggere certe cose (valzer di link) e pensi: macchè.




permalink | inviato da desaparecida il 12/11/2008 alle 23:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

13 ottobre 2008

* avviso per autostoppisti

Domani arrivano gli alieni.




permalink | inviato da desaparecida il 13/10/2008 alle 17:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

6 ottobre 2008

* volevo dire un sacco di cose ma poi non ho detto niente

Su LibMagazine un gran pezzo di Ciro*(che mi terrà a distanza dalle sale cinematographiche in cui proiettano Spike Lee, foss'altro che per le ultime righe).

* devo avere avuto almeno un mese di rimbambimento generalista per accorgermi solo ora della sua ultima riflessione datata primo settembre




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22 luglio 2008

* ma guarda un pò se bisogna passar per matti spietati

Libération & The Indipendent ringraziano Maroni.




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3 luglio 2008

* salve, è possibile morire di maggio?!

 Rip s'interroga sui sottophondi per funerali. Ne approfitto per un breve testamentino consultabile online qualora si presentasse l'occasione & io non avessi ancora dato disposizioni precise. Anzitutto vigerà il divieto di pronunciare la parola condoglianze, e dei vari cordogli finto isterici - più che altro voglio immaginare un gran baccanale, fino ad allora conservo la convinzione che ci sarà (tanto non sarò presente per avere smentite). Non ci saranno preti, nè bandiere, in spiaggia scalzi ancora meglio - io tanto sarò un pò di cenere dentro un vaso da spargere nell'acqua. Tutto questo per dire del sottophondo, pietà! Non si potesse mettere tutto Surrealistic Pillow & The VU&Nico per mancanza di tempo o fretta dei partecipanti (mi rendo perfettamente conto che nella società che lascerò il tempo è denaro), mi bastano quei pochi minuti di commiato danzante.




permalink | inviato da desaparecida il 3/7/2008 alle 20:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

26 maggio 2008

*

Sondaggio: cosa ne pensate del delitto d'onore?

A) E' un'ottima cosa, bisogna tornare alla sana guerriglia casalinga.
B) Non rispondo mai ai sondaggi prima di controllare i risultati e aggiungermi alla maggioranza delle risposte.
C) Non rispondo mai ai sondaggi prima di controllare i risultati e aggiungermi alla minoranza delle risposte.
D) Non rispondo mai a sondaggi politici.

Ps - o anche E) i sondaggi di Yahoo sono francamente migliori (c'è addirittura la miglior risposta)




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22 febbraio 2008

* prove tecniche di zapping, ovvero quello che si fa in tempo a sentire mentre si scappa dai canali

Rai 1: filetti di platessa
Rai 2: il filologo moccia
Rai 3: l'ermeneutica emancipatrice
Rete 4: della libertà
Canale 5: aset premium
Italia 1: attrezzo innovativo nel campo dell'home-fitness per sviluppare gli addominali in tutta sicurezza (- ehssì è più lunga ma s'era intrippato -)




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16 dicembre 2007

* duemila&otto, ovvero proiezioni nexus su numeri & tendenze astrali

Secondo uno dei miei oroscopi del duemila&otto (che non si sa ancora se riuscirà a passare o ne passera pas) l’anno prossimo dovrei smettere di fumare, insomma le tendenze astrologiche sono favorevoli a una decisione votata al benessere e a un ‘programma di fitness specifico’ – (oddio, tutt’e due insieme mi sembrano improbabili, sarebbe già rivoluzionaria una a caso delle due). Ancora, secondo uno dei miei oroscopi duemila&otto, per inciso lo stesso, nel mese di gennaio ‘una nuova love story nascerà in ambienti altamente culturali’, il che mi allarma di non poco, considerando che di questi tempi lo standard di ambiente altamente culturale sono cose come la redazione di repubblica o i convegni cattolici, e al massimo potrei azzardare uno sforzo gerontophilo per scalfari, ma più in là non posso. Dopo la parentesi altamente culturale, a febbraio dovrebbe nascere un nuovo ‘nuovo amore’, di quelli rozzi, presumibilmente proletari – l’oroscoparo trova anche il tempo di far la predica sull’infedeltà del mio segno, dopo avermi mandato in giro tra gennaio & febbraio a puttaneggiare nei quartieri alti e in quelli bassi (puttaneggio sì, ma democratico). Nettuno porterà in dote fede mistica, Mercurio inaspettate capacità imprenditoriali e astuzia, – da cui ne desumo un’ipotesi di tendenza astrologica al tuffo in politica (dare la colpa eventuale a Mercurio). Ad ogni modo i primi sei mesi dell’anno si preannunciano splendidi come una pellicola americana che si ferma sul lieto fine, giusto prima della bufera: che per quanto riguarda i miei astri coincide con luglio, ma ovviamente nella notte di un rincuorante 11 agosto qualcosa come l’aria rivitalizzante delle nottate estive tornerà a far sentire i suoi profumi e i suoi ardori, e così via – fino a un 2009 che sarà ancora meglio del 2008 – neanche il tempo di abituarsici, e pensare che da piccola quasi mi dispiaceva che gli anni dovessero andarsene via così, e quando parlo di dispiacere intendo una sorta di lutto interiore, vera e propria agonia per un - chessò - 1994 che, poveraccio!, veniva messo via così frettolosamente dal mondo intero, se ne festeggiava la morte senza un minimo di ritegno – insomma, io nel passare al 1995 ho sempre avuto quel pò di dispiacere per il 1994 che era costretto a restare nell’oblio e non tornare più – tuttavia, poi realizzai perché ci fosse così tanto da festeggiare quel 31 dicembre 1994, e così tanta fibrillazione per quell’1 gennaio 1995 – era appena scorso l’anno in cui Mercurio aveva più dolorosamente lasciato i suoi strascichi di imprenditoria e astuzia che ‘ducono al tuffo politico.




permalink | inviato da desaparecida il 16/12/2007 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

6 dicembre 2007

* dal NY Times

Capito sulla lettera di Sophie Egan (eccelsa figlia di un editorialista del NY Times), una studentessa americana a Bologna per imparare la lingua di Dante a suo dire, pour case, & devo ridere - devo ridere perchè ancorchè esagerata, Sophie ha colto nel segno quel pò di spirito del tempo che resta. Lo scenario è presto detto: titoloni dei giornali strillano Amanda Knox, 'and not just in the tabloids', il Corriere della Sera narra la storia di Amanda da Seattle, città dove pullulano serial killer e suicidi celebri come quello di Kurt Cobain - 'the inspiration for Amanda’s “refined grunge” style and interest in drugs'. Puta caso anche Sophie è di Seattle, racconta di come all'inizio del semestre fosse ansiosa di comunicare agli altri da dove venisse, e qui c'è l'apice - “Yeah, I’m from Seattle. You know ... Starbucks? Nirvana? Boeing? Bill Gates?”, ma visto che nessuno pareva batter ciglio lei aggiungeva, “‘Grey’s Anatomy?’” - e come per incanto, “Ahh, si si si! See-att-tole! Of course, ‘Grey’s Anatomy’!”

Sicchè ripercorre le tappe dei nomiglioli affibbiati dalla stampa e dal media circus ad Amanda, da 'la studentessa di seattle', al più semplice 'amanda' (si sa che alla fine noi altri ci affezioniamo ai nomi, siamo sempliciotti nzomma) - sicchè, niente più grey's anatomy, per capirsi basta un semplice amanda - e per una che ormai si è abituata agli italiani, aggiungere velocemente, prim'ancora della domanda un 'no, non la conosco'. Inutile provare a spostare la conversazione sul ribasso del dollaro o su georgebush chinese-food, si sa che l'americano vuol parlare delle cose del mondo, mentre l'italiano medio chiede se la vita in america è come nei telefilm americani; e nelle strade è la sfilata delle Dolce & Gabbana-strutting Italian babes Vs le povere americane in veste sportiva North Face, e ce lo dice tanto per smentire lo stereotipo della gossip girl propinataci dal media circus americano - essaggerata Sophie! -, ma che razza di italiani hai incontrato?!

Passo la palla a voi, yankees northfaces.
3 gennaio 2008:
Iowa (caucus democratici e repubblicani).
PS - sophie, se proprio vuoi sparlare con qualche italiano di bush e delle contaminazioni culturali, quando vuoi.

27 novembre 2007

* LibMag

 Per leggere LibMagazine basta cliccare sul link*.

NB*- Immagino pochi oggi come oggi ignorino l'esistenza dei link, ad ogni modo - per chi non lo sapesse - è quella parola evidenziata di colore diverso, c'è un'affare sotto, una riga di sottolineatura - secondo i miracoli dell'ingegneria informatica e per qualche oscura ragione che io ignoro, basta un click* sulla parola evidenziata e ci si ritrova su un altro sito - è così che funziona insomma, bando alle ciance un link è un raccordo anulare che raccorda (si, lossò che lo sapevate tutti, sono io che su certe cose devo rispolverare quotidianamente). Inoltre allego il link di un mio pezzo per i pigri di click. 




permalink | inviato da desaparecida il 27/11/2007 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

13 novembre 2007

* Ok Computer, & derivatederive

 Una volta all’anno mi capita di vedere quella sottospecie di tolcsciò della rai condotto dall’uomo superdotato in nei – tale pratica masochistica libera i miei più profondi istinti da alice nel paese delle meraviglie – mi piacerebbe quella volta tanto penetrare lo schermo e irrompere in trasmissione solo per dire ‘ma che cazzate state dicendo’ – tuttavia non ho poteri straordinari, né la costanza di trovare modi alternativi per boicottare il siddetto programma. Mi accontento di commentare la voglia di vomitare che mi prende una mezz’oretta dopo di resistenza allo zapping.
Stasera il tale aveva invitato quelli che io chiamo un gruppo di marroniti in studio – con ciò non voglio far torto ai maroniti, per inteso io chiamo marroniti un gruppo di tristissimi ventenni perugini che stasera non avevano un cazzo di meglio da fare che indossare la loro camicetta marrone di riferimento per confidare a vespa le loro preoccupazioni sulla droga e i blog. Ovviamente in compagnia di crepet, una tizia di cui non ricordo il nome ma dovrebbe essere una usual guest, & una di ballando sotto le stelle, un’ospite esordiente immagino che ha il talento necessario per diventare una usual guest pure lei – nel ricordare la ragazza uccisa a perugia infatti usa riferimenti come una brava ragazza, una normale ragazza, una studentessa – come se qualcuno fosse in diritto invece di uccidere le bad girls, le spogliarelliste o persino le marronite (francamente io me ne infischio se la ragazza morta a perugia fosse una santa o una troia). Da qui in poi una marea di stronzate sui moventi del delitto di perugia, processo in diretta come da copione – un sermone sui giovani, un sermone che mi sento di rimandare al mittente per ovvi motivi, non oso commentare com’è triste ascoltare il senato di vespa che discute la cognizione del dolore, la noia e la mancanza di desiderio, fino alla questione drug. I marroniti interrogati sul tema ovviamente condannano e deliberano, l’haschish fa male, io non lo prendo, so di altri che prendono la droga e si fanno le canne, ma non sia mai io, niente a che vedere con certe cose io – i marroniti insomma sono i classici figli che non vorrei mai avere, preferirei sempre sorprendere un figlio a rollarsi una canna piuttosto che in una puntata di vespa. E poi, così a tradimento (tu lo mandi a studiare a perugia e te lo ritrovi da vespa!che fiducia puoi più avere in tali figli ingrati?!).
Dopo che la mozione di senato e maroniti contro la droga viene approvata all’unisono, si passa al tema successivo – pare che una dei presunti omicidi (l’americana) fosse rea di avere un blog, che scrivesse qualche racconto noir tanto per, che allietasse le sue giornate a phantasticare di stupri e sangue. I puritani in studio scalmanacciano da subito, my god!, certe parole manifestano già i primi segnali di una psicologia criminale (il criminologo non può che annuire) – la violenza è già espressa in nuce, il blog è un regno virtuale dove si sfogano violenze represse, una second life pericolosissima, conferma la usual guest. Alchè vespa reinterroga i marroniti, ‘’qualcuno di voi ha un blog?’’, ed è come se gli avesse ripetuto la domanda ‘’qualcuno di voi si droga?’’ – o forse così devono aver capito visto che nessuno di loro ha osato rispondere di sì, tuttavia qualcuno conosceva il famoso Qualcuno che ne aveva uno – è sempre lui, lo stesso sfortunatissimo Qualcuno che si droga, va a puttane (o puttaneggia), ha un blog & frequenta gli alcolisti anonimi (in genere Qualcuno non muore mai, perché ai funerali non ce n’è mai uno che si droga, va a puttane, ha un blog ed è alcolista). La usual guest continua, rincara la dose – narra di essersi trovata invischiata in una brutta faccenda, insomma il suo nome era oltraggiato su un blog di ragazze (sataniste, a suo dire) che la offendevano senza apparente ragione – mia cara usual guest, vuole che le renda conto io delle ovvie ragioni?


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permalink | inviato da desaparecida il 13/11/2007 alle 1:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

2 novembre 2007

* Rom Effect, & metablog

*
Quest’estate, era l’ultimo quarto di giugno, ho conosciuto una rumena di cui non ricordo il nome – l’ho ribattezzata poi la rumena della discordia, poiché fu vittima inconsapevole di uno scontro curturale tra due donne – l’una sosteneva che fosse una brava donna indipendentemente dalle origini, tuttavia ne nascondeva la provenienza al momento di presentarla; l’altra sosteneva che i rumeni avessero insitamente nel dna un certo gene della cattiva condotta sociale. Pressappoco era questa la diatriba, io mi infervorai contro il riduzionismo biologico e il pregiudizio, mi trovai invischiata in discorsi sui rumeni per parte di tempo – un tipo mi disse che la sua domestica rumena gli aveva rubato tutto, che nell’est si fa così per cultura, un po’ come in sardegna si violentano le tedesche – non mi sono persuasa, tuttavia questo non dimostra la mia buonafede sulla faccenda. Non me n’è mai fregato niente da dove venissero le persone, figuriamoci se mi interessa da dove vengono le bestie. Una persona è una persona, una bestia è una bestia – ogni individuo è un individuo (però ogni individuo vive in un contesto, ogni contesto ha le sue regole, ogni esperienza è influenza, una comunità influenza un individuo, ammenochè uno non abbia la forza di uscirne fuori e blablabla). Non è che esista solo il Rom Effect, c’è il Global Effect ad esempio – quest’anno si porta sentire quell’imbranato di Pete Doherty, oppure si porta leggere quel rottamatore di Dan Brown, per dire.
Ci sono persone ancora troppo influenzate dalla propria comunità per uscire dal pecorismo – esempio, un rom che ruba perché non percepisce il furto come reato, in fondo nessuno a scuola gli ha fatto il lavaggio del cervello; io di contro sono stata cresciuta dalle menate delle scuole italiane con l’idea che la guerra fosse brutta, tuttavia mentre mi insegnavano queste cazzate alla televisione scorrevano le immagini dal Golfo, dal Kosovo, dall’Iraq; che rubare fosse una cosa cattiva me lo dicevano negli anni di Tangentopoli, che l’omicidio fosse un reato e la mafia un’altra cosa cattiva negli anni degli omicidi di falcone e borsellino.
Però, si parlava di uomini – questo tal rumeno (che ha stranamente catalizzato tutte le luci della ribalta neanche fosse il primo caso di violenza a una donna) mi fa schifo, mi faranno sempre schifo le bestie indipendentemente dai cattivi insegnanti che ho avuto a scuola – per istinto mi fanno schifo la guerra e l’omicidio (bush&rumeno). Tuttavia mi fanno anche schifo i parolai che fanno invasare la gente, come l’esempio di sto tale invasato da un certo ex fascista (molto poco ex) che bela così ‘’Non ce ne frega nulla delle promesse di espulsione, fino a che non vedremo dei carri bestiame espellere, deportare, tutti quegli stranieri, e non solo i Rom, che si macchiano o si son già in passato macchiati di avere commesso reati nel nostro paese.‘’.Vogliono sempre di più queste prostitute melanconiche, non gli basta cacciare lo straniero che commette il reato, loro vogliono il revival dei campi di concentramento. E una volta che saranno fatti fuori tutti, quel giorno finalmente potremo tutti belare in pace dietro le guerre di prevenzione*.
 
*Nb - libera definizione che s'incrocia con l'igiene dentale




permalink | inviato da desaparecida il 2/11/2007 alle 14:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

22 ottobre 2007

* le donne & gli autobus

Da iersera s’impone alla mia attenzione la delicata questione delle donne che vanno in autobus, complice dei post e dei punti di vista differenti. Anzitutto chiariamo che l’espressione ‘donna che prende l’autobus’ è sinonimo di donna esposta al palpeggiatore di turno, tuttavia le reazioni al palpeggiatore sono diverse e plurintense, per esempio tutto può dipendere dal palpeggiatore e dalla palpeggiazione (neologismo che sta per ‘atto del palpeggiare’). La cara Eco nota come la categoria sia oggi in espansione, come non si fermi più davanti a un’accollatura – mi pare di capire che sostenga che la donna non va in autobus a cercarsi il palpeggiatore, ovviamente è così, non è che ci sia un’alleanza silenziosa tra donne che prendono l’autobus e uomini che toccano le donne che prendono l’autobus (in phondo un autobus serve anche ad andare da qualche parte, a meno che non si sia evoluto in qualcosa di simile a un centro di ristoro per arrapati e arrapantesse). Tuttavia, iersera è successo che sono capitata sul blog di una neobloggeressa che confessa al fidanzato i suoi tradimenti in autobus – non li definisce neanche tradimenti, ma atti di generosità verso persone meno fortunate, insomma è una madreteresa de no’artri con la quinta di reggiseno che si prodiga ai palpeggiatori (‘’mi piace pensare di avere un dono ed è bello decidere di offrirlo a chi lo desidera’’) – addirittura è diventato un vizio, ci descrive il caso di un ragazzotto che la tocca fino a slacciarle il reggiseno, la malattia dell’autobus, la sensazione d’onnipotenza che si prova. Mi ha quasi contagiato, se non fosse che non ho i requisiti di misura al seno, quasi quasi me la cercherei.  

nota a margine (che niente c'entra) - il visitatore che viene dagli Stati Uniti è pregato di palesarsi


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permalink | inviato da desaparecida il 22/10/2007 alle 19:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
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