.
Annunci online

 
desaparecidos 
in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Courrier International
LibMagazine
Libération
LeftWing
Iddu

Esperimento
Raccoon
Il Genio Brigante
CodaDiLupo
OndeRoad
Rip
Uqbar
Perfetta Stronza
Ciro O'monaciello
PresenteIndicativo
Two Sides of the Bed
Bloggerperfecto
EcoDiSirene
Vulvia
Adlimina
Diderot
Alt
MP
ilbaco
Egine
Emma
Malvino
Il laicista
DolciInganni
  cerca

 

 

 

 


il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


THE RENAISSANCE

 









  Utenti connessi

 

 


 

Diario | point of view | cuba libre | adornianamente | ramadam | new encyclopedia | lo sferruzzo | vintage | puntiG | politically frigidism | illitterazioni terroriste | marx / hegel | Capitalism System Docet | metablog | retròsarkòbrunì | revolution time | sarko facho | tempi maturi per la rubrica cina |
 
new encyclopedia
1visite.

28 luglio 2009

* new encyclopedia: stal-ki?

Per un attimo mi sono chiesta se si trattasse del nuovo film di dario argento, non avrei mai potuto immaginare che la scritta cubitale stalking su sfondo nero sul retro di un bus fosse lo spot di un nuovo reato, mi era impensabile come avessi appena letto ''furto con scasso'', o ''preventive war'' sulla scena di un bombardamento su Baghdad. Del resto il messaggio era evidente, 'se qualcuno ti perseguita etcetera etcetera', tanto che ho immediatamente ricordato di quella ragazza che pochi giorni prima mi aveva detto ''se mi manda un altro messaggio lo denuncio'', mi era parso esagerato ma doveva aver visto la pubblicità, era un perverso caso di induzione da spot alla denuncia. In phondo non avremmo mai saputo riconoscere lo stalking prima che si chiamasse stalking, era un'idea astratta quanto il terrorismo invisibile, un tempo si viaggiava liberamente in metropolitana e oggi ci guardiamo sott'occhio diffidenti, al quinto messaggio della stessa persona in una sola giornata è il caso di consultare il depliant sullo stalking o riguardare bene i passaggi della pubblicità su youtube. Del resto nell'immaginario carfagnesco lo stalking ''è un reato di cui c'era bisogno'' - sarà per questo che è così pubblicizzato.




permalink | inviato da desaparecida il 28/7/2009 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

1 dicembre 2008

*

Non colpisce un ''bene di prima necessità'' perchè SB per ora non vende il pane.




permalink | inviato da desaparecida il 1/12/2008 alle 21:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

24 luglio 2008

* amo i luoghi comuni

Nota a capo pagina -  M'inserisco nel dibattito sul cretinismo in quanto portatrice non sana di cretinismo.

Walter ci ha provato, bisogna ammetterlo, ha veramente tentato di catturare i cretini, creare dei miti, un linguaggio condiviso, sono accorsi simboli positivi di cretinismo come silvia salemi, ma cosa può fare da sola la salemi (quella di 'a casa di luca' per intendersi) contro la magnate de filippi?in phondo Walter non ha avuto il tempo, sono convinta che se gli lasciamo un pò di mano libera l'impresa potrebbe riuscire, gli basterà convogliare qualche rivista, qualche programma tv, slogan nuovi ed efficaci, di quelli che fanno presa popolare, ci vorrebbe la conquista dei tg della rai che allora martellerebbero con il 'buon rumeno' che fa attraversare la strada alla vecchina di brescia, piccole storie quotidiane di cretinismo au contraire. Ai culi e alle tette si potrebbe opporre direttamente il manto erboso di eva, cosiddetto per preservare quel pò d'aria colto-snob di sinistra che caratterizza anche i cretini (ci sarà anche il cretino più sfrontato che dirà fica, e farà derivare il termine dal colto toscano, nei casi più al limite citerà dante e la divina commedia per perorare la causa - ma queste son già cose che al bar non si diranno per ritrosia). Insomma, io credo fosse questo il cuore del messaggio 'si può fare', e credo che si possa fare, che possa arrivare il giorno in cui i cretini di sinistra ruberanno la scena ai cretini di destra - quel giorno io sarò in un bar con una cretina di destra della middle class e la farò sentire una minoranza sbagliata perchè guarda canale cinque, è convinta che un certo attore sedicenne di telefilm sia più fascinoso di Barack & che la Fallaci sia sua portavoce solo perchè l'ha letto sul giornalaccio di papà.




permalink | inviato da desaparecida il 24/7/2008 alle 17:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

27 giugno 2008

* quando parla walter nel paese delle meraviglie in rigoglioso silenzio assente mi chiedo cosa vuole dire, comunicare, con chi pensa di interagire, a chi diavolo sta parlando, quale clima, quale autunno, qual è il punto, il sunto

Sull'immunità alle alte cariche dello stato: «Per prima cosa bisogna togliere dal campo l'emendamento presentato al decreto sulla sicurezza che costituisce un elemento di inasprimento del clima. Poi penso che la questione posta dal disegno di legge del governo debba essere affrontata con un disegno di legge costituzionale e il suo contenuto posto alla prossima legislatura». Ecco il massimo del pensiero che riesce a produrre l' ''opposizione'' (la seconda affermazione è addirittura occulta, sarà un retaggio dell'ombra).




permalink | inviato da desaparecida il 27/6/2008 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

6 febbraio 2008

* 6+1= 5

Pare sia scattata la mania hemingwayana di scrivere un romanzo in sei parole - lui lanciò questa lampata, For sale: baby shoes, never worn, che ha scatenato la corsa alle sei parole su un sito (americano, ovviamente). Tra gli esempi, Segreto della vita: sposa un italiano,Quindici anni da ultima visita barbiere. Partendo dall'idea che un romanzo di sei parole non esisterà mai, lancio le mie monetine nella pozza di sant'eustacchio, con una dedica agli scienziati: 'sconfitto alla verità: eppur si muore'. Il più realistico romanzo breve però l'hanno scritto i Velvet Underground, anche se di sette parole, e recita: strike, dear mistress and cure his heart
La mia giocata realistica, ad ogni modo, è - 'straordinaria svendita biglietti aerei 13 aprile'.




permalink | inviato da desaparecida il 6/2/2008 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

17 ottobre 2007

* i perfettisti (?)

''Sono sicura che milioni di persone, sfilatesi da sotto i piedi il tappetino del Comunismo, stiano affannosamente cercando - forse senza esserne nemmeno consapevoli - un altro dogma.'' - Doris Lessing

*

Edmondo Berselli dopo aver denunciato l’arroganza dei venerati maestri ora si preoccupa pure dei siddetti perfettisti, un branco di snob politicamente disimpegnati, quelli che si lamentano di tutto, che non sanno costruire il presente perché addirittura osano immaginare un futuro – quelli, insomma, che al posto di spendere un euro per un voto domenica mattina hanno comprato un pain au chocolat, e sottolineo il francesismo, perché i perfettisti in genere intellettualizzano e menano cazzate pur di apparire i più fighi del reame. Si credono controcorrente, i perfettisti, trattasi tuttavia di borghesi stanchi d’esser borghesi, impazienti di dar vita a un nuovo ruolo, un’idea che li salvi, un obiettivo più onesto – sono quelli che si fanno fregare, tuttavia sono quelli che ignorano d’essersi fatti fregare, che si credono brava gente, umiliata e offesa all’occorrenza, i ribelli del nuovo secolo che lottano per qualche ideale, in phondo inconsistente, è una misera scusa l’ideale, perché i perfettisti fanno solo finta di crederci, agli ideali, per il resto della giornata si preoccupano miseramente del nuovo taglio di capelli o del giardinaggio, eventualmente leggono un giornale, lo sfogliano con superbo disinteresse – sono quelli che già sanno prima di sapere, e poco importa di padoa schioppa. Persino originali si credono, questi perfettisti – dicono sì, io non vado a votare mica per il nuovo partito, perché sono un controcorrente, uno fuori dai giochi, uno che vuole qualcosa di più – aggiunge Berselli il valoroso, sintetizzando il discorso, altro sono che cretini infettati dall’idea balorda d’essere i più beati del reame.

Secondo il sillogismo berselliano io sono una cretina di questa razza cretina dei perfettisti, e non perché mi ritenga perfettista in senso classico, tuttavia se il perfettismo moderno s’esprime nell’astensionismo io allora sono perfettista moderna, la nouvelle vague del perfettismo è la mia corrente philosophica, e ne sono beotamente felice, come quei cani inconsapevoli che tentano di stuprare un mobile in casa. Sono una cretina perché sono perfettista, perché mi illudo che non votare per il democraticopartito abbia persino un qualsivoglia valore etico, perché mi ricordo che mi hanno detto che kierkegaard sosteneva che anche non scegliere vuol dire scegliere (e in questo caso era decisamente così!) – perché mi piace il bagno all’italiana bidet compreso, e mi domando com’è che in un paese dove si producono bidet non esista almeno un partito decente. Sono una perfettista perché sono una cretina, per giunta fumatrice, senza alcuna stima per la tonaca nera, e senza alcuna attrazione per le risposte facili – tuttavia mi prendo in giro, i partiti non sono risposte facili, più di tremilioni di euro sono lì a dimostrare come un partito sia sempre una risposta complessa a un più alto bisogno popolare, è il popolo a volere, non mi si venga poi a parlare di che cazzo vuole sto popolo italiano, i suoi bisogni per me che pure amo ciò che non è semplice sono troppo complicati – se ne va in piazza con grillo, fa l’antipolitica - dicono, se ne va a votare il giorno dopo, fa la politica - dicono, se ne va alle manifestazioni della destra, a quelle della sinistra, va in piazza a san pietro tanto per ricordarsi di come la politica non possa scordarsi della chiesa, persino la domenica a messa si fa politica, ma poi alla fine ci sono pure quei sottogenerati di perfettisti che non sanno fare né politica né antipolitica, perché hanno altre ambizioni, quali poi non le si sa in genere neanche da perfettisticonsapevoli, l’unico a scavare i cuori dei nomadi di pensiero è Berselli Edmondo. Egli sa di come i perfettisti agiscano contro l’imperativo politico categorico del contribuire e non astenersi, ovvero che codardi saremmo nel scegliere d’astenerci dall’impegno politico – e poi cosa vuole mai sto popolo italiano in più del democraticopartito?il bidet?

Io, per me, mi accontenterei di un bagno con bidet, di una camera senza crocefisso, possibilmente luminosa, e di non dover spendere un cent per i miei diritti – sono troppo ideologicamente perfettista per non essere contraria a versare un euro per scampare al perfettismo – anche se io ed Edmondo, da bravi sconosciuti, sappiamo di aver sprecato fiumi di euro nella fontana di trevi o nel gioco d’azzardo, ma almeno la consolazione e la speranza in quelle occasioni ci facevano da ombra – per dire che una volta non seppi resistere e mi feci fregare, da buona perfettista, al gioco delle tre carte, tuttavia sapevo che i soldi ignobilmente perduti andavano almeno nelle tasche di un immigrato africano, e me ne facevo una ragione sociale, perché tutti ci si sente da qualche parte in phondo responsabili del degrado in africa, colpevoli di non far niente per cambiare le cose – ma questo stesso senso di colpa, ecco, oggi io non posso proprio provarlo per essermi astenuta ai grandi giochi, che se pure fossi andata a votare il crocefisso sarebbe rimasto appeso in camera in attesa del nuovo bidet, e figuriamoci, far attendere il bidet a cristo in una posizione così scomoda non mi pareva proprio il caso.

Nb – in questo post finalmente metto a nudo la mia cretineria*, per eventuali rimborsi di chi abbia sprecato tempo prezioso a leggermi rivolgersi al segretario del partitodemocraticodeidesaparecidos**.
*Nb2 – cretino, da non confondersi con cristiano.
**Nb3 – attualmente il segretario del partitodemocraticodeidesaparecidos è desaparecido.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. perfettista berselli bidet

permalink | inviato da desaparecida il 17/10/2007 alle 22:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

22 giugno 2007

* contenimento per integrazione

La culla degli ultimi tempi è Tom Waits, paradossale che sia accompagnato dall’autolesionismo dell’americana di turno, quella che brucia tutto perché è tempo di fare la serva, chè in america esistono centri di recupero persino per chi non attraversa le strisce pedonali o fatica ad alzare la tavoletta del cesso, & il mio spazzolino è altrove – è per questo che ho voglia di mordermi il braccio, è per questo che l’americana di turno brucia tutto per andare a fare la serva, è per questo che hanno abolito la schiavitù per inventare il proletariato, esportabile. I rumeni soffrono di invidia sociale, visitano le case per derubarle, una rumena che legge terzani e parla di contenimento per integrazione è una rumena da cui diffidare – intanto anche guccini fa da culla, tutto questo mentre si è rotto qualcosa, è in atto qualcosa, c’è nell’aria una strana perversione rivoluzionaria – mentre una mini azzurra mi insegue nei sogni, e poi da sveglia me la ritrovo davanti, e allora penso alla ragazza che aveva perso la chiave di casa e mi chiedeva se ce l’avevo io la chiave di casa e difatti io avevo la chiave di casa e lei l’aveva solamente perduta in qualche androne. Diffido dai morbi, diffido dai paletti, diffido dai burocrati dell’incontro, diffido dalla noia, diffido dall’afa, diffido dalle retate guidate da una certa parte di popolo, diffido dalla parola s t a t o tanto che è preferibile tenerla sotto effetto spelling, diffido dalle lucertule che potrebbero risalirmi il corpo mentre dormo, diffido dalla compagna di leonard cohen, diffido dal contenimento per integrazione – perché in phondo io lo so che anche quella cosa là che si faceva chiamare guerra fredda o dirsivoglia non è mai esistita, lo so che i rumeni non sono mai esistiti, che l’africa non c’è ed è per questo che veltroni non ci andrà, e che io sto dicendo niente – quattrocentottantadue volte.




permalink | inviato da desaparecida il 22/6/2007 alle 2:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

12 maggio 2007

* ANSiA

Berlusconi, i veri cattolici non possono stare a sinistra.
Non avevo ancora capito che la destra fosse un'agenzia di collocamento delle anime ispirata dal divino.
(Lui ha sempre ragione)
(Questo invece è un comico, almeno spero)

PS - Il video potrebbe causare scompensi ai partecipanti del femilidei, pertanto la titolare del blog declina ogni responsabilità




permalink | inviato da il 12/5/2007 alle 18:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa

22 febbraio 2007

* l'allitteratio in U (no-tube) (& la tav?)

Quando ero piccola una strana donna che parlava un altrettanto strano dialetto si aggirava in casa & come un bardo improvvisava composizioni orali di vita vissuta senza averne neanche coscienza. Ora, ieri ho saputo che è morta in un incidente stradale, & mi è tornata alla mente la sua opera magna, che per una perversa coincidenza tanto s'adatta bene al governo prodi.
Tenia lu piattu / m'è carutu lu piattu / m'aggiu misu lu uantu / aggiu iutu nda lu miericu / m'à misu lu uantu.




permalink | inviato da il 22/2/2007 alle 14:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa

20 febbraio 2007

* l'osservatore Romano

Da buon antropologo delle culture, romanoprodi si è dedito all'osservazione partecipante (cfr da etnolab, l’osservatore assume un’identità fittizia congrua con il gruppo in cui si inserisce - in questo caso è più facile rilevare la vita quotidiana spontanea del gruppo) - dopo il viaggio in India con tanto di pallino rosso, non vorrei che stasera a Ibiza se ne andasse a ballare al Pacha.




permalink | inviato da il 20/2/2007 alle 14:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

7 febbraio 2007

* contromobbing

 E' lei la Iago di Silviotello: per combattere la sua personale battaglia contro la diffusione dell'omosessualità nelle sinistre e l'occupazione dei bagni di montecitorio, la Gardini si è sfogata con il capo (creando il primo caso a memoria d'uomo di contromobbing). Spossata dai sondaggi che davano in rialzo gli sfottò che ha dovuto subire per strada dagli omosessuali dopo la siddetta 'guerra dei cessi' con Luxuria, Elisabetta ha deciso di insinuare un onorevole dubbio alle orecchie di Silvio, 'gli omosessuali sono tutti comunisti', insomma un novero di persone che complottano alle spalle del presidente di FI. Il resto si sa, l'ha fatto l'Otello nazionalpopolare dal palco di Monza.




permalink | inviato da il 7/2/2007 alle 14:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

4 febbraio 2007

* surriscaldamento ed eventuali

Mi consola il pensiero che se tra cent'anni in Sicilia cresceranno l'ananas e le banane, ci sarà forse una testa di cazzo qualsiasi, un bossi bretone, pronto a gridare lo slogan 'padania ladrona'.




permalink | inviato da il 4/2/2007 alle 23:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

1 febbraio 2007

* the big question

Da quando Veronica Lario ha rotto il silenzio, le desperate housewifes hanno scalzato i neocon nell’immaginario collettivo, il dibattito culturale mondiale s’interroga sulle cosce di maracarfagna, e ci si arriva a chiedersi perché mai Hillary non abbia mai scritto a Bill dopo gli incontri con la stagista esperta in fellatio. Immolatasi a Oriana Fallaci di Macherio, Veronica ha scelto di parlare perché proprio non poteva più trattenersi, chè quando le bagattelle di un momento arrivano a protrarsi nel tempo e per più momenti, proprio è il caso di dire basta! Pure il neocologo Giuliano Ferrara prende a cuore il fatto del giorno, & persino il New York Times riporta i suoi commenti su un governo prodi che ci ha annoiato per otto mesi prima della vitalità di ieri, del cuore che è ritornato a pompare felice, perché gli italiani – dice Ferrara, amano certe cose, sì agli italiani mancava lo stile berlusconi (a ognuno il suo, c’è chi ha lo stile kennedy, noi c’abbiamo quello berlusconi insomma!). Togliendo il caso disperato di Maria Latella (tuttologa di veronica) che ha avuto la malaugurante idea di intervenire a sorpresa persino in un programma sportivo per ribadire che no!veronica non è per niente gelosa del Milan; mettendo da parte anche la foto della Dike de’noartri (in arte maracarfagna), apparsa su un quotidiano spagnolo, subito bollata dall’interessata come l’unica foto un po’ osè della carriera, perché lei si sa che ha lavorato solo in programmi per bene, dello stile con mengacci e magalli, al massimo l’astrologo un po’ frocetto di raidue, e guai a sgarrare!chè lei, la mara, è una ragazza di buona famiglia, trovatasi nello spettacolo per caso e in politica per continuare spettacolo; insomma tralasciando il resto, la domanda del giorno, the Big Question resta quella di Andrea’s Version dalle pagine del Foglio, come fa Linda Giuva a non chiedere pubblicamente conto di quel “bye-bye, Condi”?




permalink | inviato da il 1/2/2007 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

31 gennaio 2007

* la posta del bypass

Non compravo la Repubblica dalla scorsa estate, ovvero da quando il glorioso governo di ierl’altro si era ormai eclissato insieme ai tramonti rossastri sul mare, ma oggi insomma era una giornata un po’ particolare, ero nel mezzo di uno spleen mattutino, a stomaco vuoto, dopo un temerario volo che da stoccolma finalmente mi aveva riportato in Italia, col ritardo di qualche giorno di febbre alta perduto in una camera del nord a contemplare alla finestra un paesaggio perennemente innevato, monocolore, o bicolore dir si voglia se si considera la cadenza dark dei meriggi svedesi, con la saudade dell’Italia nelle vene, delle guerre di tutti i giorni insomma, persino di un mastella, di una qualche insignificante sandra lonardo che sui giornali dichiara che lei al matrimonio ci è arrivata vergine perché è questione di valori insomma, e passi pure per i valori, però perché finire col darla proprio a clemente, ecco questo resta un po’ più un mistero de noartri fuori dalla cerchia altalocata dei ceppalonensi. E poi avevo subito quel po’ di traumi che non ti aspetti dall’alba, una compagna di viaggio svedese col singhiozzo e la tosse perenne, uno scoglionamento per le malritrovate file all’italiana, & l’incontro con uno di quei tizi che deve essersi passato il grande fratello, e dio solo sa come sono noiosi queste meteore intercambiabili che pretenderebbero uno sguardo di ricambio per grazia dovuta. Insomma, gli elementi giusti per fare la scarpetta nel Corsera con la Repubblica c’erano tutti, così dopo aver sorseggiato i meravigliosi & vari colori italiani dal finestrino del treno, dopo un paio di considerazioni mentali o quasi sul perché la pittura italiana abbia Caravaggio e quella scandinava tizio caio e Munch, ho preso in mano per prima la Repubblica, perché mi andava di leggere quel che mi immaginavo di dover leggere, ovvero che Cacciari aveva rilasciato l’ennesima intervista sui rapporti tra chiesa e laicità di stato, insomma i pacs. Invece per un attimo mi sono sentita una completa idiota stralunata, &mi sono detta, maddai come ho fatto a scambiare la repubblica con chi?oddio,la scandinavia innevata mi ha rintronato proprio di brutto! Tutto quello che non ti aspetti, eppure dovresti aspettarti, perché diamine sei in Italia!, il paese del tiramm’a campà, & del non so cosa sarà domani, carpe diem etcetc. E allora tanto vale farsi una risata, perché è proprio tutto vero, Veronica ha scritto a Silvio sulla Repubblica, la Veronica proprietaria del Foglio ha scritto al Silvio proprietario del Giornale sulla Repubblica. Fin qui tutto bene, siamo in Italia - se non fosse che poi la lettera troppo somiglia al gossippismo spicciolo di una loredanalecciso infervorata da un marito troppo assente, troppo prodigo di complimenti e manimorte, insomma quasi mi sembra di stare a leggere quella roba inumana che è la posta del cuore di natalia aspesi, ‘cara natalia mio marito non mi rispetta, fa complimenti a donne più giovani, sai di quelle sue colleghe che mettono apposta la scollatura per attirare l’attenzione, e io non sono mica più quella di una volta mi sento trascurata, neanche a letto va più come un tempo, che dici che quasi quasi faccio anche io come quella signora che l’altro giorno ha nascosto il viagra nel bicchiere di vino del marito?’. Però stavolta la lettera era indirizzata direttamente al mittente, senza le vie trasversali che conducono alla letargia della risposta della aspesi, era tutto più semplice, sdoganato, quasi a simulare una realtà parallela dove pubblico e privato coincidono, un’opera degna di mariadefilippi, una sceneggiata da retimediaset in fase di rilancio e restyling. E difatti, a parte la solita marialatella che non perde occasione per entrare nei fattori di veronica e silvio, difatti stavolta l’aspesi è rimasta melanconicamente in disparte, e Silvio ha risposto prontamente, sdolcinato come un adolescente, resosi conto dell’età che avanza e dell’impossibilità di convolare al sogno erotico di maracarfagna. E pensare che prima della risposta avevo persino creduto fosse tutto vero (addirittura, oserei, dando ragione a Silvio!).
ps Per chi non l'avesse vista - imperdibile




permalink | inviato da il 31/1/2007 alle 21:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa

25 dicembre 2006

* morto un james brown, se ne fa un altro?

Lo sciopero dei giornali ci fa bene, ce lo fa notare ad esempio Andrea’s Version dalle pagine de Il Foglio, – soprattutto in un periodo come questo, dove impazza la sindrome di gaza, si fa volentieri a meno di dover leggere di sfuggita le dichiarazioni della vecchia dc camuffata in vari colori d’occasione. Per chi non lo sapesse e scarseggiasse della versione aggiornata di wikipedia, la sindrome di gaza è una situazione in cui tu mi lasci qualcosa, e io ti mando una bomba per ringraziarti del disturbo. Capita nelle migliori famiglie, capita nelle migliori alleanze – una variante al tema è per esempio il caso Pierferdinando che, svincolato ormai dal padre padrone silvio, si diverte col senno di poi a rilasciare esuberanti interviste a settimanali femminili per rimarcare la sua autonomia dalla destra italiana, e sottolineare che se prima non ha fatto certe dichiarazioni è solo perché era presidente della camera (qui poi sfociamo nella sindrome mastella, ma si sa che il malato è più sensibile di altri alle altre malattie date le deficienze immunitarie). La prima volta che vidi Pierferdinando fu in un cinema di Roma, una mia amica finiana per eredità mi aveva costretto a vedere uno di quei film mielosi con meg ryan (uno dei peggiori!), ma io ero ancora troppo pura di spirito per riconoscerlo, cosicchè fu lei a indicarmelo emozionata come una teenager di fronte l’attore americano di turno – e allora fu evidente che alla mia amica piacevano i politicanti, poichè riconobbi sul suo volto la stessa espressione beota di quando mesi prima avevamo incontrato pecoraro scanio a Napoli che dissertava sui parchi nazionali. Dicevo, la prima volta che vidi Pierferdinando ammetto di aver pensato che era alto e affascinante, e a ciò mi fermai poiché di più di lui non sapevo – e tutt’oggi, che ne so di più, credo che mi fermerei a dire che è alto e affascinante, forse aggiungendo solo una dose di paraculismo congenito, che si eredita nel dna appena sottoscritta la prima tessera dc. Sin da allora difatti le nostre strade si separarono inevitabilmente, perché io dovetti andare a vedere quella cosa di meg ryan, e lui un film su qualche combattimento epico americano; lui scelse la parola famiglia come promozione pubblicitaria del partito, io decisi che della parola famiglia ne avrei fatto volentieri a meno; lui iniziò a tessere l’elogio della cristianità e tutto ciò che ne consegue, io continuai a sentirmi sempre meno vicina a tutto ciò che consegue all’essere cristiani; insomma lui si mise al centro (flirtando con la destra con quel senso del calcolo di una velina che flirta con briatore), io no. Eppure, devo ammetterlo proprio - Pierferdinando è bravo, riesce davvero a farti credere a quello che dice, avrà fatto un corso accelerato da silvio negli anni della maggioranza, e potremmo persino rischiare di trovarcelo a governare l’Italia, non tra molto tempo, appena qualche mese, o anno; lui premier, mastella vicepremier. Forse che qualcuno che comincia a rivalutare Padoa-Schioppa?




permalink | inviato da il 25/12/2006 alle 18:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

21 novembre 2006

* se l'emigrante einstein è stato malcapito...

V'è una corrente di intellettuali relativisti culturali che vorrebbe giustificare ciò che è contro i diritti umani usando l'antropologia culturale. Questi signori forse non immaginano neanche, non hanno l'empatia necessaria per capire cosa significa essere torturati, lapidati, usati a fini  politici per grazia di dietrologie religiose.




permalink | inviato da il 21/11/2006 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

2 novembre 2006

* a colpi di fatwa

Siro mi ricordava che in Italia non si può dire che il velo è un simbolo di non-libertà, altrimenti si rischia di beccare una fatwa dall'imam di Segrate. Allora mettiamola così: che da domani in Italia non si possa dire che il velo è un simbolo di libertà, o vi beccate una fatwa da Alice

 

 = Am I free? Where?
  Even in the bathrooms I have
  problems!!!




permalink | inviato da il 2/11/2006 alle 0:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa

30 ottobre 2006

* piccolo vocabolario islamico

La Sharia consente la pena di morte nei casi in cui vi sia omicidio di un islamico, adulterio da parte di una donna (in questo caso si ricorre alla lapidazione, tenendo presente che le pietre non dovrebbero essere tanto grosse da uccidere il condannato al primo o secondo colpo, né tanto piccole da non poter esser definite vere e proprie pietre) , e bestemmia ad Allah, che sia un islamico o un cristiano poco importa - è condannato a morte, secondo la sharia (la via da seguire). In alcuni casi si estende al peccato di omosessualità; e per i bambini concepiti all'in fuori del matrimonio (vengono strangolati o presi a sassate come le loro madri). Una delle situazioni più ridicole è in Malaysia, dove la sharia condanna il reato di apostasia, e registra sulla carta d'identità la conversione all'Islam. In Nigeria il caso di Safiya è emblematico: stuprata e accusata di adulterio. Ricordiamo anche come la Sharia regoli il diritto dell'uomo sulla donna, come si trattasse di un terreno per il diritto occidentale: egli può decidere di lei, se farla uscire o meno, se imporle il velo integrale o meno.
La parola Islam vuol dire 'sottomesso ad allah', ma per la donna significa soprattutto 'sottomessa all'uomo'.

Dico BASTA alle interpretazioni del Corano (e della sharia) di certi giuristi islamici, di certi imam fuori di testa! Perchè non ne facciamo una nostra di condanna??? Cosa diremmo se qui accadesse la stessa cosa?pietre sulle donne,diritto dell'uomo sulla propria moglie,registrazione religiosa sulla carta d'identità,omicidio di omosessuali,condanna a morte per bestemmie??? Ci scandalizziamo per una battuta della gardini su luxuria, ma non riusciamo ancora a trovare scandalosa la sharia islamica???




permalink | inviato da il 30/10/2006 alle 14:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa
sfoglia
dicembre