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in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
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il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


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28 maggio 2008

* il cannocchiale ha messo i commenti blues, sono veramente brutti, non so chi li sponsorizza ma toglieteli



Dopo che ieri mi hanno detto carina la canzone di Cat, mi sono detta c'è ancora qualcuno che non conosce Frank Sinatra?




permalink | inviato da desaparecida il 28/5/2008 alle 1:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

1 marzo 2008

* on est tous neocon, part II


L'autore di questa canzone probabilmente improvviserà un concerto per il banchetto di Ferrara contro l'aborto. Dove per banchetto non s'intende pasto rituale.
- che tempi! -




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2 febbraio 2008

*

Un tempo il kamikaze si immolava in nome al credo - adesso addirittura viene immolato dal credo.




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21 giugno 2007

* afanistan



E' in questi momenti della vita che ringrazio il Caso di non avermi assegnato l'Afghanistan - è avvilente e non salutare fare la fila alle poste col burqua.




permalink | inviato da desaparecida il 21/6/2007 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

14 aprile 2007

* sempre colpa dei cartesiani

A leggere Pamuk si intuisce la superiorità morale di Allah su Dio/God/Dieu o come Diavolo si chiama.




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20 marzo 2007

* sindromaticamente in visita ai taliban

Chi ha detto che i talebani sono esseri totalmente analogici non ha mai avuto a che fare con quelli del gruppo per l'emancipazione dal mullah Omar, i progressisti del sud afgano - io immaginavo la frusta, e loro mi hanno messo un i-pod nelle orecchie, roba che manco io so come si usa, & per farmi violenza hanno scelto di farmi sorbire nillapizzi per tre ore consecutive, e questo sarebbe niente se non fosse chè quella donna avrà inciso sì e no un quarto d'ora di pezzi unaudible in vita sua, dunque a ogni quarto d'ora si ricominciava da capo - non so proprio cosa diavolo volessero ottenere da me che non sono una spia d'occidente, nè una grupie del dottor Omar, però la tortura continuava, e proprio quando sembrava finita tiè! mi hanno piazzato il digitale terrestre, e io allora ho pensato vabeh dai questa è tutta una boutade, tra un pò uscirà gasparri dal retro, questi sono gli antimurdochiani dell'ultim'ora. Per dare un tocco di tradizionalismo mi hanno pure piazzato il velo, quello nero lungo che escono solo gli occhi, quella roba lì nzomma - io continuavo a chiedere com'è che le donne di questa zona hanno scelto proprio il nero, insomma fa caldo, coi moti terrestri & il surriscaldimento è proprio tempo di cambiare e lo sanno tutti che il nero è una calamita soffocante, ci vorrebbe un tocco di bianco, & mica perchè uno vuole importare il senso del colore occidentale - non sia mai, è solo il senso dell'afa violenta - loro hanno opposto di avere in progetto un condizionatore digitale e diosacchè & io allora ho dovuto smetterla di dimenarmi così tanto, altrimenti sarei finita a fare la fine di lilligruber in copertina col velo su qualche e-book.
Mai sindrome di stoccolma fu meno incoraggiata, neanche un giro in motocicletta tipicamente talebana, ma solo auto d'importanzione japanese - allora per sottrarmi al fattaccio ho deciso di fuggire, ho messo via ogni remora e sono corsa velata nera (troppo sconvolta per gettare via ogni traccia di relativismo culturale!) à la recerche di una cabina telephonica che manco a dirlo ho trovato! (eh che cavolo -non sia mai a dire che almeno in questo non ero fortunata?!?!), e ho chiamato baffino come una figliol prodiga. Manco a dirlo lui era a washington, un tete à tete con quella condoleeza rice che gli ruba l'anima - mi dice 'senti aspetta che ho già problemi a tradurmi in inglese, sai com'è questa lingua mi ruba i pensieri - dopo la cena ti chiamo', e io ho opposto un sacco di offese in lingua italiana non tradotte, e lui ha buttato giù con quel senso di irrisolutezza che lo rende d'alema. Allora mi sono detta che chi fa per sè fa per tre, ho immaginato che figuriamoci se massimo interrompeva il flirt con la condy per salvare me che non sono neanche una giornalista di repubblica, macchedico!neanche una giornalista del manifesto - e ho preso un'aereo. Dio, è stato più semplice di quel che immaginassi - ho anche importato un souvenir, puro nero afgano.




permalink | inviato da il 20/3/2007 alle 23:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa

3 marzo 2007

* sono la dell'utri de noarti! (& ho trovato questa epistola che risale a natale)

Egregio signor Ratzinger in Papa, mi chiamo Mahmud Ahmadinejad, sono il presidente dell’Iran, e nel tempo libero al posto del golf (pratica tribale dei presidenti americani cervellotici) mi dedico all’organizzazione di conferenze mondiali, banchetti con chavez, serenate a putin, finanziamenti al mondo arabo, ed esercitazioni strategiche antisionismo. Forse lei che guarda troppa poca televisione, a quanto ho appreso leggendo certi quotiani di malaffare italiano (e sa dio a cosa mi riferisco!), forse lei non mi conosce abbastanza & mi considera appena un altro pazzo delirante figlio della spada di Maometto; eppure, mio caro Joseph, Allah Akbar! & datosi la sua grandezza, in queste notti per voi natalizie e per noialtri totalmente insignificanti, mi è apparso il Profeta e mi ha intimato di scriverle, poiché noi che abbiamo un Dio in comune e nient’altro bisogna che arriviamo a capirci e condividerci. Vede, sfogliando le sue biografie su internet (checchè ne dica la propaganda sionista in Iran la censura al web non esiste!); insomma, ierl'altro io e l’Ayatollah ci siamo messi a navigare in internet, poiché era la sera della vigilia e volevamo pur capirci qualcosa di quella vostra pratica cristiana di abbuffarsi la notte prima della nascita del bambinello; e così, pour case!, ho appreso dalla sua giovinezza delle allegre novelle che mi rincuorano. Mio caro Joseph, avrebbe dovuto dirlo subito!, insomma al posto di fare discorsi su manuele II e la spada, e allahsolosachealtro, avrebbe dovuto parlarmene dei suoi quattordici anni, insomma di quando fu arruolato nella gioventù hitleriana, perché vede – io sono stato così felice di sapere che anche lei si è opposto al ruolo infingardo degli ebrei in europa, che ha lottato per i diritti di quel Dio che ci unisce contro la propaganda arrovinatrice ebraica. Lei solo sa la verità, di cosa accadde in quegli anni, la verità su questa Shoah o dir si voglia: lei solo sa quanto sia falso lo sterminio ebraico, e che il resto dei paesi d’Europa (e l’America!) hanno usato la Germania per trovare una scusa abbastanza plausibile che potesse favorire il sionismo nelle nostre terre. Io confido che lei possa dirla, questa verità violenta sui falsi campi di concentramento, che all’angelus della domenica si preoccupi di divulgare i risultati della nostra conferenza internazionale. E cioè:

1-     Il Mein Kampf lo ha scritto Winston Churchill, per trovare ragioni contro la guerra espansionistica di Hitler, trovare insomma una scusa per fermare le sue mire ragionevoli e napoleoniche di creare una grande Europa Unita, perché si sa che l’Inghilterra è protezionistica, e lo si dimostra facilmente oggi, che mantiene la sterlina e non ne vuole sapere dell’euro;

2-     I campi di concentramento sono totali invenzioni post-secondaguerramondiale, perché il sionismo è nato ancor prima di Hitler (e lei lo saprà!), e sono serviti solo a rafforzare l’idea davanti al mondo di un’occupazione dei territori arabi;

3-     Gli Stati Uniti d’America, lei saprà anche questo, sono dei miscredenti alleati al dio ebraico, e come tali ci hanno mandato in casa questa spina nel fianco degna di essere chiamata l’Anticristo in terra santa. E’ una cospirazione Pontefice caro, una fottuta cospirazione internazionale contro il mondo arabo, ma anche contro quello cattolico.

Le inoltro i miei saluti, con la speranza che la Pace possa partire da domani, musulmani e cattolici - insieme (un pò come flavia&romano).




permalink | inviato da il 3/3/2007 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa

14 febbraio 2007

* vuolsi così colà dove si puote

Er Quasimodo de noartri, il gobbo del vaticano, insomma il senatore Giulio Andreotti, ha consigliato a prodi e prodiani la rilettura della Divina Commedia, perché il sommo Dante mette i sodomiti all’inferno. E’ facile tirare in ballo Dante che viveva nel 1300, che per l’inciso aveva per guida un peccatore come Virgilio, uno di quegli sfigati non battezzati che per il vizio/colpa di aver anticipato i tempi di nascita erano finiti nel limbo – poi vabeh, la rilettura della Divina Commedia sarebbe da suggerire anche al caro Ratzi che, in contrasto con il giudizio finale dantesco, ha deciso di abolirlo con un coup de theatre che ha scosso il mondo delle lettere. Tralasciando il fatto che il capolavoro nel capolavoro della Commedia è l’Inferno, che le anime pie che trasfigurano in luce più beatriceane che amatriciane annoiano persino il fronte antidico, in attesa di sapere che ne sarà del purgatorio; ma cos’è sto vizio occulto di voler portare il paradiso in terra?quali altre idiozie tireranno in ballo per convicerci che lo stato italiano deve legiferare pensando al giudizio finale dell’al di là?ma quanta perversione e sottigliezza ci vorrà mai nello sventrare la letteratura italiana per farla diventare partigiana di un ideale? Insomma senatore, lasci in pace Dante, si cerchi un’Esmeralda con cui spartire la tomba, & continui ad augurarsi il paradiso, che io non so mica se è vero che papi e preti l’abbiano poi perdonata per quella storia dell’aborto.




permalink | inviato da il 14/2/2007 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

3 febbraio 2007

* monoculturalismi (?)

Il primo dato, preoccupante & maleaugurante, è il trend dei liberali che scappano dai fondamentalisti – dopo Ayaan Hirsi Ali è la volta del neonobel Ohar Pamuk che vola misteriosamente in America per scampare alle minacce del vero monoculturalismo della postmodernità, quello islamico & fanatico. Il secondo dato è il dibattito transoceanico di quella confraternita di intellettuali che a vicenda pantomimano un j’accuse collettivo di scarso interesse e di dubbio risultato, da un lato la banda dei siddetti ‘illuministi fondamentalisti’ il cui simbolo diviene la Ali, accusata di essere atea e contro il fondamentalismo islamico, contraria persino al multiculturalismo; dall’altro i ‘multiculturalisti fondamentalisti’, tra i quali figura la penna di Garton Ash, il dandy che ogni tanto trova ospitalità sulle pagine di Repubblica (pur facendo meno scalpore della Lario). E’ un dibattito inutile, tra santi patroni del nichilismo di nicchia, in alcuni casi mortificante per la figura dell’intellettuale spontaneo e appassionato, quello pasoliniano per intenderci. Ci si accusa a vicenda di razzismo, si crea una guerra fra ideologie parallela a quella di civiltà – e che speranze potremo mai avere di risolvere tutto col dialogo se neanche le teste di cazzo che si definiscono come le più ‘acculturate’ del panorama mondiale non riescono a dialogare senza ricorrere alle armi meno sofisticate del cervello? Il terzo dato allarmante, è che coloro che criticano il fanatismo islamico finiranno per essere additati come monoculturalisti, fautori di un mondo monolitico e chiuso, senza aperture multiculturali – ignorano forse, codesti signori, che oggigiorno l’atto morale più multiculturalista di tutti è quello di condannare il fondamentalismo delle culture, il monoculturalismo che si trascinano dietro quegli arroganti valori racchiusi nell’estremismo delle culture?

Detto ciò, fossi in Ayaan o in Pamuk, tornerei – per non lasciare il mio paese e la mia gente nelle mani della dittatura del monoculturalismo, per offrire agli altri la contropartita del pensiero, la dialettica del diverso. 




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20 gennaio 2007

*

Se vi va smentitemi, ma l'islam è un misogino della libertà - o, se volete, è un omosessuale, preferisce il maschio totalitarismo alla femmena libertà. La censura (e l'arresto) dei blogger liberali &/o democratici, come l'esempio di Alaa Abd El Fatah, non fanno altro che confermare l'assioma.




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17 gennaio 2007

* sopraffine dittature

Sarei volentieri rimasta in silenzio nell’appassionante  querelle sulla ridicola sentenza della Corte di Cassazione che applica uno sconto di pena a un omicida sostenendo che cose come l’emarginazione sociale e l’arretratezza culturale siano attenuanti al delitto (? – si è vero, lo studente raskolnikov di dostoievskij, essendo studente che studia, e presumibilmente sapiente che sa, meritava il peggiore dei castighi, perché informato sui fatti); mi sarei volentieri risparmiata di malcommentare la giustizia italiana dal basso della mia ignoranza giudiziaria, chè non ho nessuna laurea in legge nel carnet, & parlo a nome della mia intima onestà intellettuale che si rivolta dentro a dire basta al privilegio dell’oppresso, privilegio altrettanto menagramo di quello del privilegiato, basta all’emarginazione come privilegio, perché l’integrazione si conquista sul campo, & questi sono i motivi più evidenti per cui ho sempre avuto in antipatia l’idea sessista delle quote rosa, che sono sbagliate in nuce, nel considerare la donna un handicappata della società che ha bisogno di una spintarella autoritaria per arrivare a calcare il palco di montecitorio. Sarebbe questa la panacea per l’integrazione sociale?considerare un delitto meno efferato in virtù di un handicap culturale? Siamo alla stregua del delirio del relativismo culturale, la sharia occidentale, dove il giustificazionismo imperante (sulle basi delle diverse idea di cultura) arriva fino ai limiti impenetrabili dell’irragionevolezza, dove in nome della parola cultura è concesso compiere tutto, dalle lapidazioni islamiche ai vecchi cappi al collo commissionati dai tribunali adirati da vendetta, dagli sconti di pena (per arretratezza culturale, ovvero diversità!), ai genocidi. Insomma, non mi si fosse tirata per le corna dai fautori del fondamentalismo occidentale all’arrabbiata (on FN blog), me ne sarei benrimasta tra la doccia,la valigia&varie ad ascoltare sergegainsbourg, senza il rischio di arrovellarmi le cervella sul perchè Francesco definisce la sentenza illuminante (su tali basi allora si proporrà poi un condono anche a parte della camorra come riflesso di una napoli sconvolta), e perchè poi tira in ballo Nietzsche, lo stesso Nietzsche (sarà lo stesso?) che invitava il pensiero a uscire dal ghetto della morale catto-giudaica, troppo spesso vittimista e nel segno del volemosebene.




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10 gennaio 2007

* riprendendo il discorso di rip

Se l’Islam fosse solo una religione, Theo Van Gogh non sarebbe morto per aver criticato la condizione di sottomissione al velo & Allah della donna islamica; Ayaan Hirsi Ali non vivrebbe sotto scorta, col pericolo di ritrovarsi mortammazzata e senza paradiso d’al di là (cornuta e mazziata, insomma); Daniela Santanchè non avrebbe rinunciato al frivolo sferruzzo e ai corsi di nouvelle cousine per diventare la Borsellino del nuovo secolo (quante ne combina alquaeda!). No, l’Islam è un po’ una mafia, un’organizzazione sullo stampo di quelle cammoristiche, un kgb evoluto, un terrorismo che discende dalla forza tribale di una società profondamente maschilista, orizzontale nel senso delle classi, verticale in quello dei sessi. Come si può non provare un rifiuto viscerale & nauseabondo a tutto questo orrore che minaccia l’Europa? Perché mai una donna occidentale non dovrebbe essere libera di sentire disgusto per la condizione di una qualunque donna islamica, in alcuni casi infibulata, in molti costretta alla miseria del velo e all’immiserimento del corpo, alla sottomissione ad Allah & alle regole del padrepadrone di famiglia? Troppo spesso queste donne vengono lapidate per un sussulto dell’individualità, per la voglia di comprendere l’amore, per una scelta di libertà; troppo spesso si trucida una donna solo perché pretende con un po’ d’orgoglio di fare quello che solo ai maschi è concesso. E’ capitato anche nelle nostre società, e l’abbiamo condannato con deciso ripugno; ora è il momento di rifiutare che questo accada anche altrove.
Un appunto solo, io non sono femminista, semmai beauvoriana (nel senso di simone de, compagna di sartre). Dirò solo che non riesco a capire perchè mai la rivendicazione beauvoriana sia definita marxista, comunista, di sinistra; e quella di oggi, di stampo ayaanistico (nel senso di ayaan hirsi ali) abbia avuto un'evoluzione troppo spesso accostata a termini come nazista, fascista, di destra, insomma arrogante e terroristica. Entrambe derivano dal rifiuto dell'appellativo di secondo sesso, dalla volontà di cambiare lo status quo, da un impulso progressista a ciò che c'è di morto nelle società secolari immobili e fasciste. Un inganno prelibato viene fatto al mondo oggi, impastato ad hoc dal relativismoculturale & tizianterzanismi vari, - ovvero che lottare per la libertà della donna islamica insieme alle donne islamiche, sostenerle ad uscire da una condizione mortificante e sottomessa, sia un atto profondamente fascista, arrogante, ed etnocentrico (?); di contro, accettare tutto ciò sarebbe il vero atto rivoluzionario di rispetto per la donna islamica. E a me vengono i conati di vomito ad assistere a questo sfacelo dietrologico preconfezionato dall'intellighenzia comunista-postcomunista. Rivalutare Marx oggi (che i vari stalin e compagnia vagante hanno trasformato in un mostro a più teste), significa lottare contro i fascismi intellettuali, morali & materiali.




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28 dicembre 2006

* nulla di nuovo sotto il sole saudita

Ieri, in preda a uno di quegli istinti sadomasochisti della curiosità, uno di quelli in stile Rula Jebral che sceglie di disfare una carriera giornalistica in casa-Santoro; insomma in preda a sussulti autodistruttivi, ho parlato con un ragazzo made in saudi arabia che di mestiere lavora in una banca ghettizzata, perché da quelle parti uomini e donne sono separati dalla nascita, e guai a stare nello stesso ambiente, ne potrebbe venire fuori un patatrac di quelli seri e violenti! E’ così che ho cercato e trovato Muhammad (così si chiamava), tanto per togliermi una mia personalissima curiosità, ‘’ why in saudi arabia the women can't drive?’’; al chè ottengo la risposta che avrei dovuto aspettarmi da subito e la conferma che avrei potuto benissimo fare a meno di perdere tempo a discutere via internet di emancipazione femminile con un saudi arabian man, poiché a suo parere insomma le donne non ne hanno bisogno, è l’uomo che guida per loro, e a che pro rischiare la vita in un’attività rischiosa come guidare un auto se c’è un uomo che può farlo al suo posto? Allora io ho detto, ma se l’uomo è ammalato e la donna vuole uscire per fare spese come si fa? – e lui mi ha detto, ma che razza di donna lascia la famiglia da sola a casa?; e io allora ho iniziato a straparlare sul fatto che nel suo paese non c’è alcun rispetto per l’individualità di una donna, e che insomma, una donna deve essere libera di guidare un auto, e lavorare, e indossare ciò che vuole, una donna ha il sacrosanto diritto di uscire di casa quando le va di farlo!; e lui mi ha opposto (evidentemente) che il mio parere non importava a nessuno, aumentando il mio stato di sconforto primordiale, e aggiungendo che nel mio paese le donne prendono il cognome del marito mentre da loro mantengono il proprio nome fino alla morte! Qui proprio non ci sono stata, e ho iniziato a sproloquiare su come le donne vengano troppo spesso lapidate e uccise, ma lui con l’impassibilità di una pietra da spettacolo di piazza arabo, mi ha detto che almeno loro non hanno bastardi e che la lapidazione non è mica cosa semplice come pare a noi figli di cane occidentali, c’è un processo che vuole almeno quattro testimonianze, e non è che si uccida solo la donna, anche l’uomo ha il diritto alla lapidazione in saudi arabia, e che nel loro paese così si esprime tutto il rispetto per la donna, mentre da noi il sesso è trattato come un gioco, che siamo degli animali perché facciamo sesso in pubblico. Allora mi è preso un altro di quegli istinti autodistruttivi della curiosità, e gli ho chiesto perché diavolo gli faceva così paura il sesso, che insomma è una cosa così bella, che anche qui da noi in vaticano certi prelatialti vorrebbero che tutti ci dedicassimo alla suprema arte dell’astinenza e non si è mai capito il perché, tanto più che non è neanche per le malattie visto che è vietato pure il preservativo; e che è vero, l’uomo è un animale che si è complicato la vita con la cultura, che non segue più i suoi istinti, e qui stavo ovviamente scherzando, ma lui ha cominciato a infierire sul mio essere animale, e sull’animalità occidentale che non pone limiti; perché invece loro ce li hanno i limiti, li ha messi Allah nella notte dei tempi, e valgono per tutti, e noi stiamo tradendo questi principi, superando certi limiti, siamo ulisse peccaminosi insomma; e che da loro (come sospettavo) vive ancora la legge del taglione, e se tu uccidi uno un altro ti ucciderà, perché Hammurabi è il vero Allah, cazzo non si era capito?!? Allora, dato che insisteva sul fatto che siamo animali perché non seguiamo il profeta e Allah (e poi Oriana Fallaci è accusata di vilipendio all’islam!), io ho sbottato ma quale animale, ‘I’m a Woman!’ con la stessa rabbia mista a orgoglio di un’Aretha Franklin, ed è da voi che le women sono trattate come animali!cazzo, posso guidare, votare, lavorare, indossare quello che voglio, leggere quello che mi pare, e mi chiami animale?!? E lui ha aggiunto, in un sussulto di emancipazione all’amatriciana, che se le donne vogliono lavorare devono farlo in ambienti segregati da quelli maschili, manco avessero la febbre gialla; e che in saudi arabia scuole e università funzionano così, e io allora ho commentato che sì, conoscevo queste usanze bizzarre, che non le condividevo affatto, ma erano fatti loro, ma lui opponeva che è meglio non avere relazioni tra i due sessi, chissà per quale mania repressiva perversa. Apriti cielo quando ho osato chiedere se aveva una girlfriend, ma questa è un’altra storia, perché da loro non esiste neanche la parola – alla fine mi ha mostrato stupidi filmini sull’arte del guidare in saudia arabia, ragazzi che uscivano dalle auto a tutto velocità e facevano skateboard aggrappandosi agli sportelli, gare di velocità alla gioventù bruciata, e poi ha aggiunto sghignazzando, ‘ecco perché le donne non possono guidare’. Sempre la stessa storia, come se noi donne poi non sapessimo fare skateboard attaccate a uno sportello!tzè!




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21 dicembre 2006

* una femme fatale iraniana (c'est possible!)

Seguirò il consiglio del brigante, e mi dedicherò a un verso di una vecchia poesia persiana che recita ‘’al posto dell’aureola d’oro vorrei l’ebbrezza oscura e amara di un peccato, in un abbraccio’’; meraviglioso verso, da appendere al frigorifero, e che mi ricorda il retrogusto dolceamaro di un Montale. Però, a parte la bellezza di queste parole, che celebrano l’ebbrezza e la gioia della vita contro la mortificazione religiosa, è soprattutto di una donna che vorrei parlare, una poetessa iraniana che andò contro tutto e tutti, tale Forugh Farrokhzad, che trattava temi definiti immorali dalla censura iraniana e che immorali in verità non saranno mai, ovvero l’amore, il sesso, l’arte. La mia speranza è nelle mani, e nel disgusto di queste donne straordinarie, le uniche che possono ribellarsi appassionatamente e spontaneamente a ogni tipo di regime di matrice islamica (all’uomo conviene, perché mai dovrebbe ribellarsene?!?). Una donna che crede che l’unica vera religione felice si nasconda in mezzo alla macchia dei suoi seni;  che la vera Mecca siano le spalle di un uomo, sigillo di preghiera; una femme fatale, troppo fatale, e perciò costretta ad abbandonare il figlio perché divorziata (ma scherziamo?!?); e che non riesce a sperare di accompagnare angeli silenziosi e separarsi dalla terra, e in nome a questo esclama vitale un grido di gioia, ‘’ con i miei desideri, con il mio dolore, io sono sulla terra’’, e ancora ‘’io non sono eterna’’ (del resto un uomo che si sente eterno, che non prova la disperazione della morte, non può scrivere poesie). Forse che me l’accuserete la Farrokhzad di essere troppo libertina, troppo occidentale, troppo presa dalla società dei consumi, troppo invasata di sesso e dall’ideale di Tamara de Lempicka, per essere sincera? Io invece trovo che la poesia spesso e volentieri dia voce agli istinti più veri di un popolo, e che questi versi, ‘’Non mettere alle mie labbra il bavaglio del silenzio,perché devo dire il mio segreto’’; ‘’Non essere egoista, o mio uomo,non dire che la poesia è una colpa’’, siano fottutamente ispirati dall’ardore di essere donna, e non solo una schiava di allah. ‘’Se la poesia è un peccato, dammene una coppa colma! Siano per te il paradiso e gli angeli / me, lasciami nelle viscere dell’inferno.’’




permalink | inviato da il 21/12/2006 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

20 dicembre 2006

* i ventriloqui del middle-east

Amo così dannatamente la libertà di informazione, di espressione, di opinione, di idee, che non mi sognerei mai di mandare al rogo il mein kampf, figuriamoci ora se mi mettessi a implorare la chiusura del sito internet AlJazira versione italiana, per quanto sia scandaloso, demenziale & farneticante. Più che altro è un'accozzaglia di vaneggi e luoghi comuni, tantochè spesso e volentieri vengono ospitati articoli di tale maurizioblondet, un uomo che crede che l'11 settembre sia opera di un complotto ebraico in combutta con l'anticristo americano, per non parlare dell'assassinio a Pierre Gemayel, etc etc. -, si vorrà citare ad esempio promozionale per la casa editrice di blondet, un articolo del settembre scorso che titola ''Perchè l'occidente merita di morire'', e ce lo chiederemmo anche noialtri sporchi occidentali se non sapessimo già la risposta, che ovviamente banalizza l'occidente a una polveriera di discoteche ''dove i nostri figli bevono in una sera 300 euro di vodka'' (ma chi sono questi?i figli russi illeggitimi di berlusconi?!?! - quale malato di mente in italia, coi tempi che corrono, va in discoteca per spendere trecento!euro in vodka?!?); e ancora, ''le nostre figlie sedicenni fanno gare di sesso orale nei cessi'' , citando come riprova un'inchiesta della Padania, evidentemente informata sui fatti - forsechè calderoli frequenta quei cessi pieni di donne vogliose di esercitare l'arte antica della fellatio? (per il resto non capirò mai la strumentalizzazione religiosa del sesso, orale o meno che sia, quasi che alle volte mi viene da chiedere, ma loro - i religiosi che parlano, come sono nati?c'è una maria vergine per tutti noi?!?); senza contare, aggiunge il saggio blondet, le paste e l' Lsd, di cui descrive l'assunzione senza far sconto a dettagli - ''una ragazza ti bacia in bocca e ti mette in bocca una pasta; la sera dopo la cerchi e lei non ti bacia più, e ti porta dal suo spacciatore''; e ancora telefonini, isola dei famosi, strumentalizzazione sessuale delle donne (ohibò, e io ingenua che pensavo che la facessero quelli che impongono il burqa la strumentalizzazione sessuale delle donne!); insomma a tutta conclusione, l'Islam è il missionario di Dio per restituire al mondo la sua verità, perduta per colpa dell'anticristo sionista-americano (?).  
Ma c'è qualche ventriloquo del middle-east che arriva anche a peggio, ad esempio definendo 'i giorni del confronto' la conferenza iraniana sull'Olocausto, bollando come offensive le accuse preventive internazionali, perchè scopo dichiarato del confronto era solo chiarire la differenza tra la Shoah e il Sionismo (di origine politica e complottistica). Ci sono anche i resoconti degli inviati, una di costume che descrive persino le giacche degli autorevoli scienziati revisionisti; l'altra che revisiona le parole di Ahmadinejad, a suo parere malcapito nelle intenzioni dal resto del mondo, perchè il suo scopo non era demistificare la Shoah (tutt'altro, per lui è verità imprescindibile!), ma cercare di indagare la verità sul sionismo, per non cadere nel dramma del pensiero unico, dell'omologazione - insomma per fare una specie più avanzata di dialettica hegeliana storica!ma pensa te, snobbano voltaire e fagocitano hegel questi qui!
Ci sarebbe ancora da dire, come le photo di bambini israeliani che scrivono su missili un augurio di morte per i palestinesi (e non ci crederò mai!), o la tesi del complotto sionista in italia che avrebbe portato ai vertici di potere elementi troppo infetti di metadone Zionist (da gadlerner a ferrara, da paolomieli a mentana), o ancora ''La Repubblica'' che sarebbe il giornale Sionista per eccellenza, insieme all'Unità di Furio Colombo, etc. etc. Ah questi ventriloqui!chissà se parlano veramente a vanvera o qualcuno ci crede sul serio!




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18 dicembre 2006

* relativizzare i ramadam (?)

Non amo il Natale - detesto i canti di bolton ed enya, la lingerie rossa, le lucette italiane che tentano disperatamente di imitare quelle americane, i nani in giardino, le abbuffate, i ritrovi in famiglia, la tombola (!!!dio mio, la tombola). Non ricordo di aver mai partecipato a una messa di Natale, e un anno che ero in flirt col buddhismo, da adolescente, mi dimenai nel preparare un presepe buddhista che risultò ancora più kitsch di quello con i pastori le madonne e il bambinello. Non amo neanche babbonatale da quando da piccola lo smascherai e appresi la triste evidenza della sua inesistenza: da quel giorno per me babbonatale ebbe le sembianze di un tale pasquale gendarme di roma. Però una cosa è se sono io a non essere invasa dall'aria natalizia del tutti più buoni&beoti, un'altra è se qualche immigrato pretende di sopprimerlo in nome del rispetto e del relativismo. Non mi sono mai sognata di smontare l'albero di Natale di mia madre in nome del rispetto, o di irrompere a una tombolata organizzata dall'amico invasato di giochi natalizi di turno e imporre un poker in nome del relativismo (al massimo lo imponevo in nome della noia!). Insomma, sulla stregua di un insegnamento cristiano ognuno faccia un pò quel che vuole, evitando di rompere le cosiddette in nome di ostrogozie varie ed eventuali - e se proprio non volete festeggiarlo potete sempre fare altro, chessò svaligiare una banca.




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30 ottobre 2006

* femminismo bruciato

Patrizia Khadija Dal Monte, veneta convertita all'Islam (già qui stenderei un velo pietoso), difende la poligamia e il velo come (citato) ''espressioni di libertà''. Un' altra ex femminista, dopo Erica Jong, che si è fatta qualcosa nel '68 e non è ancora riuscita a riprendersi del tutto.




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22 ottobre 2006

* il ramadan è finito!

''Jesus died for somebody's sins but not mine'' - Patti Smith

Nelle gloriose terre del Middlest capita che se una donna tradisce suo marito viene presa a sassate nella piazza pubblica (e dato che il marito, per la maggior parte delle volte, è imposto - non è possibile condannarla moralmente da nessun punto di vista). La lapidazione viene dal volere divino, le pietre sono lo strumento terreno di questa volontà, da usarsi in caso di : adulterio, eresia, apostasia, abbandono del velo, miscredenza. Immaginiamo per un attimo questa donna, colpevole di niente, di fronte gli occhi curiosi della folla, ad attendere sassate con cui morire trucidamente. Insieme agli occhi dei presenti, immaginiamo i nostri a guardare la stessa scena, da più lontano.
Beh, perchè diavolo restare a guardare?




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11 ottobre 2006

*meno noioso di un ramadam

La mia pace è bere vino francese o italiano, fumare una gitane senza filtro con il fume-cigarette berlinese, in attesa del festival del cinema di Roma, degli sciuscià a via veneto & di un rendez-vous. Ci manca solo Woody Allen, un quadro di Duchamp, e poi posso anche morire.




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5 ottobre 2006

* edgar allan poe

Sonetto alla Scienza
 
Scienza, vera figlia ti mostri del Tempo annoso,
tu che ogni cosa trasmuti col penetrante occhio!
Ma dimmi, perche' al poeta cosi' dilani il cuore,
avvoltoio dalle ali grevi e opache?
Come potrebbe egli amarti? E giudicarti savia,
se mai volesti che libero n' andasse errando
a cercar tesori per i cieli gemmati?
Pure, si librava con intrepide ali.
Non hai tu sbalzato Diana dal suo carro?
E scacciato l' Amadriade dal bosco,
che in piu' felice stella trovo' riparo?
Non hai tu strappato la Naiade ai suoi flutti,
l' Elfo ai verdi prati e me stesso infine
al mio sogno estivo all' ombra del tamarindo?




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