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in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
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il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


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31 marzo 2010

* zero con la virgola

Una delle candidate radicali si chiede perchè quello radicale è un partito dello zero virgola per cento, vorrei abbozzare stralci della mia opinione personale, perciò le risponderò qui.

Quando posso sostengo i radicali col voto, però posso dirti comunque dove secondo me si sbaglia (nel vendersi agli italiani). Pannella è ormai un leader vecchio che parla un linguaggio (quando è comprensibile) troppo infarcito di ‘’luoghi comuni radicali’’, persino il simbolo della coperta gialla sempre in spalla a Emma Bonino diventa un luogo comune, e posso immaginare quanto infastidisca la casalinga di Voghera e il disoccupato di Gioia Tauro. So che questo non piacerà ai radicali, ma la leadership è dannatamente vecchia, troppo spesso quando si pensa ai radicali si casca nelle libere associazioni, Pannella-sciopero della fame (‘’ma se l’ho visto magnà un piatto di bucatini sulla Merulana’’), etcetera. La lotta per i diritti civili non si coniuga con nessuna collettivizzazione di interessi, quest’apertura non c’è mai stata e credo che aumenti il senso di esclusione di maggioranze e pure minoranze – votare il Partito Radicale è anzitutto una scelta individuale. Il radicale potrebbe essere ovunque e in nessun luogo, una specie ormai in estinzione, con una forte coscienza individuale – ma questo non è un paese per le coscienze individuali o libertarie, questo è il paese dove persino grillo collettivizza gli interessi di chi non ha interessi. Io credo che sarebbe necessario un ripensamento dei radicali, un’apertura al socialismo del welfare, coniugare la libertà dell’individuo con la distribuzione della libertà, farne un interesse di tutti.
Allargare i discorsi/temi. Un esempio per tutti è quello che io chiamo ‘’il discorso della pillola’’ – non si può costruire un partito-movimento da una pillola, io sono a favore dell’aborto ma non mi sveglio la mattina facendo la conta degli obiettori di coscienza italiani, più che altro mi alzo dal letto con la preoccupazione del domani e il fastidio per quello che non va intorno a me. E quando mi incazzo di rado è per una pillola, semmai è davanti a un bus che non passa, davanti a un immigrato che viene insultato, davanti alla vista di una mensa ospedaliera controllata da un camorrista, davanti a una donna disperata per il figlio che studia fuori e non riesce più a mantenere, e persino davanti a un farmacista che non mi vende l'aulin (obiettori anti-mescalina). E’ vero, mi prende un certo fastidio quando sento parlare di preti pedofili, ma è lo stesso fastidio che mi brucia quando vedo ancora passeggiare a piede libero per le strade il mio vecchio vicino di casa pedofilo. In un certo senso è tutto questo che spiega in parte lo zero virgola per cento, e perché se non si apre ne resterà solo un movimento di piccole battaglie. Insomma, avremo la pillola ma con lo zero.




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9 marzo 2010

* postsciptum sul post precedente

Mi si chiede quale morale, se c'è mai stata una morale, insomma penso che dietro la parola morale si nasconda la parola soluzione (a saperla!). Sarà che a me la contro-proposta proprio non piace, e con contro-proposta mi riferisco ai restauratori del vecchio ordine. Sarà che ho sempre sognato un mondo dove si lotta per la giustizia sociale, non in nome della Giustizia. Sarà che anche se non mi piace Berlusconi, non riesce a piacermi nemmeno Di Pietro. Sarà che sono un incontentabile idiota che non sa niente di morale e soluzioni. Ma ho sempre sognato una sinistra progressista, aperta, propositiva, positiva, che scrive la storia e non se la fa scrivere da altri. Mi piacerebbe se uscisse dall'oblio, e riscrivesse le tracce di questo paese. Anche perchè se ci fosse una sinistra così non ci sarebbe storia alle elezioni. It's a dream, isn't it?




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21 aprile 2009

* annuncio di emigrazione

dopo tutto il tempo per elaborare il lutto emigro versus qui    

16 aprile 2009

* come tirarsi fuori dal giro di boa

Oggi dopo anni ho fumato una sigaretta in treno, su uno di quei regionali dove è vietato da tempo immemore, e a forza di cedere all'integrazione ti integri e smetti di nasconderti in bagno, ma oggi c'era il sole, il vagone era vuoto, non potevano chiedermi di sottomettere la mia libertà di intossicare un treno con mezz'ora di ritardo.


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25 marzo 2009

* a-fori-sma astemio

Se fini può cambiare idea su mussolini io faccio ancora in tempo ad appassionarmi alle ronde.




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4 dicembre 2008

* another song for gulliver

& morire rutelliani?


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24 luglio 2008

* ho sempre pensato che l'acqua è insipida

Non avevo mica capito che i portatori d'acqua fossero in tour.




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17 luglio 2008

*

Ho sempre pensato che Pistorius non dovrebbe correre alle Olimpiadi, non perchè io covi qualche forma di recondito razzismo, e non perchè la natura sia sovrana sulla scienza (non è questo il punto ma si potrebbe fare un lungo discorso), semplicemente  non trovo giusto mischiare protesi & muscoli. Per esempio io non potrò mai correre alle Olimpiadi perchè non ho i polpacci di Johnson, me ne sono fatta una ragione da tempo.




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4 maggio 2008

* il disprezzo è un gran sentimento

Chissà come mai di questi tempi s'insozza ogni forma d'arte di polemiche inutili, si mischia la letteratura con politica & derivate (bleah!), quasi a livello dell'ignoranza con cui l'Ucraina ha cambiato il nome a via Lev Tolstoij - un tizio vissuto nell'Ottocento per altro, quando il comunismo era ancora teoria marxista, un uomo colpevole di cosa?d'aver scritto libri?per altro cattolici, d'essere nato nel posto sbagliato? Si confonde merda e cioccolata, ma in ciò ha le sue colpe Colombo - non avrebbe dovuto importare la cioccolata, oggi sapremmo tutti che la merda è inconfondibilmente merda, senza costrutti ulteriori, e che la Fiera del Libro di Torino è inconfondibilmente una fiera che celebra la letteratura e le parole. Poi siccome siamo fondamentalmente abituati a ricamare significati e simboli anche sulle cose semplici, la Fiera del Libro diventa altro, si inneggia addirittura al potere del libro di abbattere i muri divisori (?) - ma si sa che l'arte è perfettamente inutile, che non serve a nulla, intanto i titoli dei giornali inneggiano all'arma-libro, alle polemiche, alle bandiere, ai popoli, ai segni, agli arroganti contestatori. Per l'amor del cielo, non lasciamo entrare gli interessi in una delle poche cose serie della vita.




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10 gennaio 2008

* centenario simone de beauvoir

Cento anni fa, sul boulevard Raspail, nasceva Simone de Beauvoir – la grande seriouse della letteratura francese, compagna algida ma fedigrafa di Sartre, autrice di quel libro che spaventa, e per dimensione e contenuti, persino le femministe più accese, ma che per me è un stato un mantra, giacchè non lo considero un saggio & panegirico femminista, ma appena un ‘tutto quello che c’era da dire sulle donne sta qui dentro’, dal mito alla storia, al capitolo sull’iniziazione sessuale, in cui c’è distinguo tra orgasmo vaginale e clitorideo, con focose descrizioni che per poco accendono la fantasia erotica. In un’università parigina si organizza un convegno di 3 giorni per ricordarla tra lettrici, ma vista la situazione, data la mia impossibilità a parteciparvi giacchè mi trovo piuttosto tra i rifiuti e il massimo su cui potrei dar convegno è rispondere ai reiterati messaggi che mi domandano come va la situazione monnezza, ho riaperto il Secondo Sesso. Sottotitolo, ‘donna non si nasce, si diventa’ –, che racchiude in poche parole il materialismo storico marxista & la critica a tutte le philosophie del trascendente che tanto sono tornate in auge oggigiorno. Ovvero, aspra critica al modus in cui è stata creata l’idea di femminino con caratteri tutti negativi e speculari al mascolino, e a chi è stato reo di questa banale divisione tra due mondi opposti, la separazione dei sessi, l’uomo che forgia sulla donna un genere, il genere femminile – il genere debole para exellence, il genere che per costituzione fisica va a raccogliere la frutta mentre l’uomo va a caccia, il genere a cui si confà far le cose di casa, figliare & crescere i bambini.
Complice di questo assoggettamento di un genere all’altro, pure la religione – oserei il plurale religioni -, e la chiesa cattolica come istituzione celebrativa del mascolino e mortificante per le donne: si pensi al ruolo storico della donna, ai capelli da coprire come vergogne, all’Inquisizione, le streghe, l’esclusione dal prelato, da tutto ciò che è politico, economico, scientifico, etcetera etctera. C’è anche uno stralcio attualissimo sul tema dell’aborto: erano gli anni ’50 quando uscì il Secondo Sesso, e ancora non esisteva l’accettazione sociale che legalizzasse e regolasse l’aborto – tutto si svolgeva alla mercè del caso, contadinelle improvvisate e clandestine con tutti i rischi connessi per la salute di chi decideva di rinunciare all’embrione, ovvero all’ammasso di cellule potenziale che col tempo sarebbe diventato uomo o donna (preferibilmente uomo, giacchè una donna ha nel suo destino appena il compito di procreare, senza cedere alla sterile tentazione dell’aborto).
La de Beauvoir nota come in epoca romana non esistesse alcuna ‘’speciale protezione alla vita embrionale’’, tantomeno in epoca greca e nella civiltà orientale; solo col cristianesimo e le teologie connesse iniziano a nascere le demistificazioni moderne, in genere tutte all’insegna del maschilismo (del resto l’aborto per l’uomo è così altro da sé che non possono stupire le enormi cazzate che sono derivate e che col tempo si sono addirittura accresciute – basti pensare che San Tommaso scrisse che l’anima penetrava nel feto al quarantesimo giorno per i futuri bimbi di sesso maschile, e all’ottantesimo per le future bambine – sarà per questo che Eva era più sveglia di Adamo, tanto che meriterebbe – lei sì – un culto). Importante notare le ragioni antiabortiste vigenti tra i ’40 e i ’50: il papa sosteneva che tra la vita della madre e del figlio bisognava sacrificare la prima: ‘’difatti la madre può raggiungere il paradiso, mentre il feto è condannato al limbo per l’eternità’’, idea difesa anche da esimi medici dell’epoca. Tuttavia, tale teoresi bisogna di un aggiornamento, giacchè risulta che papa ratzinger abbia abolito con bolla il limbo a cui il feto è condannato, risuona un’implicita domanda: chi è preferibile sacrificare oggi come oggi se entrambi possono legittimamente aspirare al paradiso?pare chiaro a chiunque, a questo punto, che fare i conti con l’al di là in terra è veramente da stronzi – che la promessa del paradiso equivale a un ricovero in manicomio.
Ciò detto pare utile citare ancora Simone, ‘’perché impedire a Dio di accogliere l’anima embrionale nel suo cielo?se un concilio lo autorizzasse, Dio non protesterebbe più di quanto abbia fatto al tempo del pio massacro degli indiani’’ – ebbene, è accaduto, il limbo è abolito, l’embrione può convolare in cielo, dio non si è mosso, ma gli uomini in terra hanno creato la lega antiabortista – giacchè noi si ama sconfessare & miniaturizzare la figura di Dio che si è creata, inventare nuove ragioni per ripopolare la terra, un’europa in calo di nascite, e benservito a chi si oppone, si ha bisogno di braccianti, soldati, cristiani, procreatrici e consumatori.
Si ha bisogno di ricreare lo scarto tra primo e secondo sesso. Il secondo sesso si sta allargando, la donna va ricondotta alla retta via, al talamo nuziale, all’atto procreativo, alla scopa e alla cucina, all’allevamento di pargoli – ed è ora, per la lega antibortista, il momento giusto per intervenire, prima che diventino tutte presidenti di stato, lesbiche & infingarde consumatrici di pillole.
- Beati i feti che si sono salvati dalla nascita! -




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13 marzo 2007

* yin & yang

Il Laicista qualche giorno fa ha chiamato in causa Simone de Beauvoir, & di fronte a una tale tentazione non posso resistere, è come il gelato alla vaniglia con le fragole – si fosse trattato del compagno Jean Paul Sartre non l’avrei fatto, ma Simone è un tallone debole – perciocchè perdonate già da ora i miei schizofrenismi intellettualoidi à bon merchè. Simone ha fatto qualcosa di simile all’esposizione del cesso di Duchamp ad inizio novencento, e cioè ha detto una verità scioccante e scandalosa nascosta dietro un apparente slogan – ‘Donne non si nasce: si diventa’ , che è apparentemente ingannevole e volgarmente femminista se non si segue la dialettica del Secondo Sesso, e cioè la distinzione tra il sesso biologico (natura) & il genere (cultura), la creazione e la separazione del Masculin & Feminin che ne è venuta fuori dalla storia, dalla cultura – la biologia ha messo l’uomo nelle condizioni (dominanti) di costruire una società dove da un lato c’è un mascolino forte, virile e positivo; dall’altro un feminino negativo, debole, sensibile, dominato e irrazionale (che si oppone alla razionalità del maschio guerriero). In questa frattura nascono i generi, pure invenzioni dell’uomo, da cui poi si origina la schizofrenia omosessuale o transgender, cioè l’illusione di superare un genere che fondamentalmente è inesistente, un’illusione che nasce dalla disintegrazione dell’armonia mascolino/femminino. Esempi, la società islamica separa nettamente le due dimensioni, relega in ruoli netti e fissi uomini & donne, separa i generi che ha inventato inibendo le eventuali devianze molto meglio di quanto riesca a fare la nostra. Da noi in qualche modo c’è invece una sorta di malattia sociale più che biologica, un sentimento di essere come disintegrati tra queste due forze, disintegrati dalla condanna morale di una chiesa o di uno pseudodio, dalla condanna di una società che si fonda sulla famiglia e la specie – d’altro canto il sentimento è anche quello di aspirare a una reintegrazione completa, che non avrà più necessariamente bisogno di forme di transgenderismo (perché essere di un genere o di un altro a quel punto sarà perfettamente inutile) – la naturale tendenza di cui parla Simone è in phondo quella di esseri umani liberi e privi di imbarazzo nel vivere la propria sessualità, liberi di sentirsi qualche giorno più feminin & qualche altro più mascolin, al di là del sesso.

Diventare donna un tempo voleva dire quello che l’uomo aveva immaginato dovesse essere una donna, diventare donna nel Novecento voleva dire quello che il femminismo aveva immaginato dovesse essere una donna, diventare donna oggi vuol dire semplimente tornare ad essere donna (insomma, ognuno a modo suo, senza schizofrenie – ognuno faccia sesso con chi vuole – ognuno si riproduca o meno quando e se lo ritiene opportuno – ognuno si liberi della stronzata che bisogna essere esclusivamente omo od eterosessuale – non è mica un diamante la sessualità).




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10 marzo 2007

* excursus sui rapimenti 'italiani'

Una cosa che non ho mai capito (& per quanto mi sforzi forse non riuscirò mai a cavarne nulla), è il nazionalismo dell’empatia, perciocchè del sentimento di condivisione commosso che proviene dal paganesimo del rapimento – ovverosia in Italia (ne deduco sia così anche all’estero) media e company mobilitano la commozione e il disdegno solo in occasione di rapimenti prettamente italiani – poi a benvedere me ne faccio una ragione, perché in genere il rapimento non è mai fine a se stesso e si intreccia con la politica e i salotti, e siccome si vive in un epoca di nazionalismo politico nonché televisivo (ergo, salottistico in nuce), tutto torna (insomma la globalizzazione economica non comporta ancora quella dei sentimenti - & un mortoammazzato giapponese vale un quarto di un mortoammazzato italiano). In genere gli scampati diventano eroi, decorati da medaglie, giornalisti impegnati nel resoconto e nel racconto, simpatizzanti toccati da sciroccate sindromi di stoccolma, malcheglivada c’è sempre la strada della politica e della militanza. Il profilo del rapito medio naviga tra due opposti -  il soldato postfascista in genere di radici mercenarie, orgoglioso cuore impavido & l’operatore umanitario di peacekeeping d’estrazione più colta o che pseudotale si crede. Appartengono alla seconda categoria le due gloriose Simona&Simona, l’una più discreta l’altra impavida ostentatrice di pacifismo mediatico, aspirante antropologa del filone relativista. Non si può nascondere il profondo sconforto che toccò provare allora quando si apprese che due donne! (& qui c’era un pizzico di commozione ancora più perversa di quella nazionalistica, accentuata da un tocco di femminismo di marchetta), insomma due brave ragazze (mica due bad girls!) erano finite nelle mani dei rapitori iraqueni, due pacifiste per giunta, due operatrici di unponteper – ma siccome in genere i terroristi hanno uno spietato maschilismo per cui solo gli uomini hanno il diritto di essere ammazzati (& in questo ricordano un po’ Hitler, che non sia mai a fare esperimenti sugli animali!ehnnò gli animali non si toccano!), le due Simone riuscirono a rientrare con gran sollievo popolare (inutili le domande di chi diceva ma perché diamine siete partite?; inutile cercare di capire le ragioni che spingevano la Torretta – la più sveglia delle due – a dichiarare il giorno dopo il rilascio perché mai era così ansiosa di rientrare in iraq; inutile chiedersi soprattutto quanto fosse autentico il rapimento; altrettanto inutile fu tentare di spiegare a me stessa perché minchia il 29 settembre, giorno del rimpatrio, io mi trovavo a passeggiare sotto la casa della Torretta, probabilmente posseduta da uno spirito di rimbecillimento settembrin-jastemmatorio, &ci persi pure un cappello!). E’ opportuno a questo punto una digressione sul rapimento di una giornalista impegnata del Manifesto, Giuliana Sgrena – passata agli onori come l’autrice dell’articolo più sopravvalutato della storia, quello che immediatamente seguì il rilascio e fece la fortuna del Manifesto – un’accozzaglia di luoghi comuni su un materiale immenso (insomma rapimento, rilascio, trattative, sparatorie, omicidi – il tutto contornato dall’insopportabile presenza del compagno Pierre, in quei giorni fastidiosamente invasivo; tutto lasciava presagire un articolo spietato e straordinario – ah se sto materiale lo avesse avuto un tolstoij!- c’è da dire che però lev non aveva con sè il compagno Pierre).

Altro phenomeno di pecularietà italiana è il partigianismo da rapimento, per cui in genere l’uomo di destra (o che tale si crede in un panorama italiano dove la destra è in estinzione, o non è mai esistita nella sua versione elegante), l’uomo di centrodesta considera i due rapimenti di cui sopra come di serie b, di gente che insomma se l’è cercata, che si è persino piegata al nemico, ha scambiato parole e doni coi bruti terroristi – considerando invece più eroico e modello di riferimento il sacrificio di Quattrocchi, soldato italiano vero. D’altro canto la sinistra (o quel che ne resta, sembra in versione rococò) fa il ragionamento opposto, e cala l’accusa sul soldato mercenario, chè insomma benpagato pur sapeva ciò a cui andava incontro, i rischi che ne sarebbero venuti fuori, elogiando le povere vittime dell’onestà pacifista. Nicola Calipari è la fronteria, il mistero di mezzo, il non rapito che muore per salvare la rapita, il dogma della destra e della sinistra. E qui nasce la Trinità del Rapimento - padre figlio e spirito santo.

Nel bandaradam sto dalla parte di un Mastrogiacomo vivo come qualunque persona sana di mente (adunque possa venire il cruccio dell’ipotesi di un concordato tra forze afgane e antiamericanisti – o paradossalmente americanisti italiani) - & ovviamente non mi unisco al coro del liberatelo! solo perché immagino che chi ha rapito se ne freghi altamente di me e che non legga il mio blog (eppure dovrebbero qualche volta a tempo perso, almeno per sapere che esiste un dibattito sull’importazione americana del puntoG, insomma ne ricaverebbero materiale di contestazione, potrebbero mobilitare la comunità scientifica di riferimento & organizzarci su un convegno in iran con beneplacito dell’ayatollah) – per il resto credo se ne sbattano anche dell’appello di totti e di dario fo (almeno io, mi guarderei bene dal rispondere a un loro appello), e che gli interessi più sapere cosa ne pensa mastro baffetto.  




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28 febbraio 2007

* qualche punto da un telegramma spuntato

Per capire l’Italia basta farsi un blob mentale o una striscia di cocaina, &in entrambi i casi se ne verrà fuori con qualcosa - mal di testa o raffreddore che sia.
- Me ne andavo la mattina a spigolare quando vidi una barca in mezzo al mare, e non era quella di d'alema nossignore!erano i mostri che si tenevano insieme, erano gli spicchi della melandri e di oliviero e i trattini di padoa, in equilibrio sul filo di un follini doc-dc.
- Ora capisco perchè emiliofede non ha tempestato di diamanti pseudogiornalistici la quarta rete negli hotdays della finta caduta, del passo falso, dell'esodo al quirinale insomma - era in kenya da briatore, & il massimo che hanno potuto è stato stappare lo champagne e organizzare il ritorno di festa. E ora capisco anche che la terza camera del parlamento non è più porta a porta, ma la casa di briatore in kenya.
- Dopo il Movimento per l'emancipazione del delta del Niger, sembra che in Kenya sia nato il movimento per l'emancipazione dalle feste di Briatore.
- Attention please - E' in atto un'operazione di sciacallaggio ai danni della nostra personalità.La sacramatrechiesa pretende d'arrogarsi il sacrosantodiritto di plasmare la nostra identità, in buona compagnia di partiti e politica, in concorrenza con pratiche islamiche o indù, in combutta con la new economy - risultato è che siamo scaduti nell'etichetta. Si prega di allontanarsi da questo miserabile esempio di eteroindirizzamento.




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25 gennaio 2007

* sondaggio - beatrice farà la sangria?

Proprio mi sfugge il perchè la gente dovrebbe consolarsi a contemplare le photo delle siddette star senza trucco. E' una pratica abbastanza tribale, che trovo cattiva, sadica, stupida - soprattutto considerando che molte restano affascinanti a prescindere. Particolarmente infame lo scatto ai danni di CourtneyLove, vittima di una vita trascorsa tra eccessi&sregolatezze, insomma un pò la cristina d'avena de noartri. Questo mondo cadrà a picco sotto gli occhi narcotizzati di chi invece che andare a guardare una mostra photographica sfoglia le riviste di gossip.




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16 gennaio 2007

* vlaams bloc, ovvero le fiandre come metafora postmoderna

Da quando il presidente bush juniores è in carica, il terrorismo islamico dilaga, chavez danza con ahmadinejad, putin regna indisturbato in matrerussia, gran parte dell'africa e del medioriente sono in preda a guerre civili ed etniche, & sul sito dei due maggiori quotidiani italiani c'è una pubblicità regresso dell'esercito che chiama i giovani all'arruolamento, la mia vita è diventata un lungo insostenibile déjà-vu della violenza e della sopraffazione. Non dovrebbe stupirmi più niente, chè tanto la stupidità umana è arrivata al limite, dovrei proprio essermene assuefatta, e volontariamente scegliere di non avere più niente da dire sulla faccenda di tutte le faccende. Del resto quando mai c'è stata questa percezione a tutto campo di tutto quello che accade nel mondo?è colpa della fucked globalization? o del morbo del grande fratello che lentamente cresce fino a ingabbiare tutto? Ma poi mi viene in mente l'undici settembre, e mi scopro fin troppo incazzata per non dire, - quel misto di curiosità in modalità fibrillazione da voyeur, & orrore scempio distruzione morte schifo sciagura inumano disperazione; non possiamo voltarci dall'altra parte mentre si assiste alla decadenza dell'uomo.




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5 gennaio 2007

* on est tout neocon, part II

Che il transito di Venere in Acquario si sarebbe rivelato una sola l’ho capito sin dal primo mattino, quando la sveglia è suonata & io mi sono voltata dall’altro lato, nonostante i reiterati tentativi del mio spartiletto occasionale di farmi alzare. Sarà che già presentivo l’inganno astrologico, sicchè finalmente rinsavita dal sonno mi consolavo la giornata con un caffè augurale, che nella mia mitologia equivale a una sigaretta della buonanotte, ovvero il vizio irrinunciabile, la tentazione perfetta. Eppure stamane ero ancora innocente, immune dal morbo dell’affaticamento da cannocchiale che mi è preso in serata, fresca di oscar al Racoo Filmfestival non potevo ancora presagire che la prima incazzatura dell’anno non sarebbe venuta dalle feconde terre del MiddleEast (loro ci hanno pensato in chiusura d’anno), ma dall’indifferenza alla bella iniziativa dei bloggers di questa piattaforma, quella che ci tiene tanto a definirsi libera eppure pullula di spazi venduti alla politica, in contraddizione quanto una puttana che risparmia di farsi il parroco del paese per devozione. Se qualcheduno per tale arrogante silenzio dovesse davvero andarsene – e ovviamente spero di no –  potrei essere tentata di seguirlo a gambe levate, perché forse il cannocchiale è più sensibile a una progressiva diserzione che non a un meraviglioso coup de tete della rivendicazione ideologica. On est tout neocon, lo ribadisco, finchè ci sarà lo spirito del vaticano nell'aere, siamo tutti destinati a fare la fine di Giovanni Lindo Ferretti, ovvero predicatori di un rinsavimento teologico da un comunismo rimosso, in studio su lasette tra lo stupore di una ritannarmeni incuriosita e di un ferrara al quale si nega ormai qualsivoglia aggettivo del senso comune (bisognerebbe piuttosto leggere quello che ha scritto uqbar in proposito, oserei divino). On est tout (fottutamente) neocon, della prima & dell’ultim’ora, sedotti dalla rivoluzione ma troppo spaventati all’idea di cambiare le cose. E neocon del cazzo sono pure gli astrologi, checché ne dica il movimento hippie di Berkley!!! (al quale spero di dare una sommossa retròculturale un giorno)




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24 dicembre 2006

* my best wishes

Pardon, non ero nè in sciopero nè alle hawaii (magari!), solo fuori tempo e spazio, in quel di orde affamate di compere frenetiche che tanto mi portano alla mente quella bella frase di PierPaolo il Magno, Non temere la sacralita’ e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci; ma tant'è. Ho la sensazione che però la gente faccia finta di comperare, che gli assalti a librerie e boutique nascondano una recita nazionalpopolare molto più sopraffina, che il regalo di natale sia ormai una tradizione poco più che conservatrice di quelli che non aspettano i saldi (in verità nessuno ha la minima idea di cosa comprare, esiste solo l'ideologia dell'invasione barbarica di spazio e tempo, la frenesia di perdersi tra la folla che cerca il feticcio da portare a casa, il trofeo di battaglia - una guerra nuova, insomma!). Detesto questo quarto d'ora che precede la vigilia, mi è insopportabile la folla d'occasione, quella che non ti aspetteresti mai di trovare nei posti dove di solito è vuoto & cammini trionfale come una regina. Mi resterà ad esempio impresso il commento di una vecchia donna spaesata, insomma un'alice cresciuta ma meravigliata ugualmente, ma tutt'a un tratto si sono messi tutti a leggere? E' la verità, nel quarto d'ora prima di natale si comprano persino Azar Nafisi & Ludwig Van; si fa la scorta in gioielleria, si snobba d&g per armani, si bigia piazzaitalia per chanel, e si mette il vino del contadino in cantina per degustare un ottimo vino d'annata (con il giovane werther sottobraccio che sostituisce il giovane holden). Sembra quasi che il primordiale tuttopiùbuoni abbia subito una mutazione genetica nel tempo per diventare il tuttipiùesperti, o almeno provare ad esserlo, orata e caviale in frigorifero, gucci al polso, sigarino in tasca. Forse l'italiano s'è fatto più dandy per natale, o forse solo più beota. Ad ogni modo, abbiate cura di Cristo, ma per l'amor di dio la mangiatoia è kitsch - non ne parliamo del crocefisso -, per l'occasione trovategli un nascondiglio sano in giardino, al riparo dai parenti (e se avete un vicino islamico mettetelo in cassaforte, scegliendo per combinazione la data di nascita di michael bolton).
* un'idea
 per stasera




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11 settembre 2006

*11 settembre - part 4

parigi mi chiama. con tutti i mezzi possibili mi desidera. e io non so più resistere.




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