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in certi posti del mondo essere conservatori è più progressista di essere progressisti in italia
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il giorno in cui mi daranno ragione penserò di avere torto



    
 Hey Joe, where you goin' with that gun in your hand




IO VENDO FUMO

 

 

- perché credevo in Kuwait si andasse al mare e invece si va per lavorare nel deserto

- perché credevo Saragoza in Andalusia

- perché le cattedrali del dis-atteggiamento sono tutte arrossite alla vista di Notre-Dame


 vendo fumo

- perché non so fare altro & perché aspiro a morire con la signora Libertà in mezzo alle cosce

- eppure se dovessi immaginarmela la vedrei ORA ai bordi di un treno solitario occhieggare ai passanti digrignare i denti in un falso sorriso imborghesito come se la felicità fossero un paio di labbra complici



io vendo fumo

- perché sono una nomade col vizio della stabilità

- perché ciò che amo è l’incidente di amare
la febbre di sapere il nulla

- perché credevo che gennargentu fosse una capitale araba intrisa di lussuria e sceicchi e m’illudevo che l’hijab m’ avrebbe coperto la bava alla bocca

- perché a Beirut si predicavano i miracoli del Kuraan, e tutte le studentesse della rivoluzione dei cedri ascoltavano furiose le vecchiette sagge



e mentre io vendo fumo
qualcuno si sta convertendo
o desidera convertirmi
o illudermi coi suoi giochi
di prestigio

 

mentre io vendo fumo
qualche arrosto va in fumo
le battaglie si consumano
e sempre gli stessi vincono

 



 L' AMOUR  - 1 (la mort)



LE MEPRIS - 2

 

LA LIBERTE' - 3


LA GU ERR E ET L A PA I X - (o Masculin, Feminin - Yin et Yang) - 4


LA POESIE (l'Art, l'Expression, la Creation, l'Hurle ment ) - 5



LA DESTRUCTION - (5 & unquarto de la tarde)

Quando il mondo sarà ridotto a un solo bosco nero per i nostri quattro occhi attoniti, in una spiaggia per due fanciulli fedeli, in una casa musicale per la nostra chiara simpatia, io vi ritroverò.
A. Rimbaud


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17 dicembre 2006

* comprare chanel a teheran

Quando nel 1926 un imbianchino tedesco pubbli il Mein Kampf, molti si lasciarono andare a sorrisetti di scherno a leggere della fantomatica teoria di una gerarchia delle razze, che vedeva il suo apice nei bradpittissimi ariani e inneggiava all’antisemitismo – eppure dopo qualche anno sei milioni di ebrei furono sterminati nei campi di concentramento nazisti. Oggi che il presidente Ahmadinejad propaganda una conferenza per millantare una menzogna storica sulla Shoah, tutti fanno orecchie da mercanti, anzi c’è addirittura chi – come il caro mirage – abbozza un’estetica del regime iraniano post-khomeinista, s’ingegna nel salvaguardare la purezza spiriturale di Teheran, perché mica bisogna farla diventare ‘’una banale capitale come tantissime altre in tutto il mondo’’, ricca di Mc Donald e tette e culi? E aggiunge ‘’Che male ti fa un piccolo spazietto di diversità?’’. Ora, io amo la diversità, sarei sempre pronta a difenderla purchè rispetti la fondamentale etica del non nuocere all’altrui diversità; e questi no global del cazzo che in nome della diversità vorrebbero permettere l’anarchismo ideologico (che poi è per altro anche falsato, perché fosse vero anarchismo sarebbe poi automaticamente accettata anche la mia posizione), insomma i no global o pseudo tali che credono che sia più pericoloso per l’equilibrio mondiale un Mc Donald del cazzo, che produce panini scadenti e ketchup a buon mercato, insomma più pericoloso un mercato del cibo che sempre più somiglia a un bazar che a una multinazionale – ripeto, più pericoloso un Mc Donald di una conferenza antisemita come quella di Ahmadinejad a Teheran, allora io sono una fucked head! Forse questi signori hanno ragione, nei Mc Donald si cova una specie di rancore ideologico più alto, magari i bambini si ritrovano a mangiare panini biologicamente modificati e cresciuti si arruolano nei marines, insomma vengono ideologizzati contro l’islam, assoldati a combattere per il petrolio contro gli ayatollah, entrano nelle milizie ebraiche o diventano produttori d’armi per il regime sionista; perché si sa che il vero ingrediente segreto di un big mac è il zionism, e che la facoltà di Ingegneria di Teheran che ha osato protestare contro Ahmadinejad è cresciuta a pane ed happy meal.

Anyways, voglio rassicurare che non mi sono mai sognata di importare McDonald a Teheran, tantopiù che mi fanno così schifo i suoi prodotti da non considerarli nemmeno cibo; ma di aprire una boutique Chanel accanto a un venditore di stoffe per chador&burqa, ecco di questo francamente non ne vedrei il problema, anzi sarebbe un’ottima opportunità di scelta per la donna islamica poter variare di un poco il proprio abbigliamento; e poi col caldo che fa a Teheran non ho mai capito l’opportunità della copertura monacale, per altro color nero calamita di calore. O anche, aprire una bella libreria dove si vende la buona letteratura al posto del Corano o dell’ultimo libro sulla neo-interpretazione sottosociologica coranica dell’ayatollah (melisso p del middle east), dove si può tranquillamente scegliere di leggere Ayaan Hirsi Ali (che è islamica), oppure Voltaire, Stendhal, e azzarderei persino Manzoni. Nonostante tutto, io questa libertà ce l’ho, e voglio FORTISSIMAMENTE tenermela stretta, chè in questo mondo schiavo dei mcdonald io posso leggere la Woolf e il libretto rosso di Mao, e persino il libro dell’imbianchino; in questo mondo posso portare il velo senza necessariamente essere islamica e un paio d’ occhiali da sole chanel; in questo mondo nessuno mi dice quel che devo fare, o quasi ovviamente (e ne è dovuta passare di acqua sotto i ponti per arrivarci! Ce ne sono volute di Emmeline Pankhurst!). Eppure Mirage mi accusa di essere schiava, di non comprendere la libertà delle donne islamiche (‘’ le donne musulmane sono ricche di qualcosa che la tua mente non può concepire cara alice ‘’), di essere affetta da un tale inspecificato morbo che s’esprime traverso un’ansia consumistica ed edonista di contro la profonda fede religiosa e una vita spirituale che io non potrò mai capire. Questa fede, Mirage, l’ha creata/inventata un ometto (tale maometto), per organizzare una società secoli orsono, una società che si regge sul predominio dei maschi sulle donne, costrette alla mortificazione del corpo attraverso il velo, delle idee e del pensiero attraverso la schiavitù all’uomo e a dio (molte ripetono orgogliose ‘io sono schiava di allah’). Maometto difatti, pensò bene che preservare il corpo femminile avrebbe procurato agli uomini meno guai, meno corna (tanto più che se solo si azzarda una donna all’adulterio, previo un matrimonio forzato, viene lapidata o sepolta viva per la maggiore); insomma l’uomo poligamo avrebbe governato meglio il paese, la società islamica, in nome di Allah; mentre la donna, velata e mortificata tra le mura domestiche, avrebbe garantito la crescita di nuovi figli, maschi guerrieri e donne a cui insegnare l’ideologia della schiavitù. Tu mi obietti che io invece sono schiava del piacere sfrenato e del consumo (per altro non conoscendomi non so da tu abbia tratta queste ferventi convinzioni); ma ti dirò che se io mi rifiuto di adeguarmi a una moda ‘insulsamente prodotta dal sistema capitalistico dilagante’ (mi adeguo al tuo linguaggio), insomma se io domani non mi adeguo al sistema non rischio lapidazioni. Purtroppo non posso dire lo stesso di una donna che voglia togliere il velo perché lo sente come una castrazione spirituale e intellettuale (e non credere che non esistano).

Detto questo, ti ripeto – se Teheran non avesse un regime fondamentalista io starei benissimo zitta a guardare dall’altro lato del mondo, col rispetto che tu mi chiedi di avere per la diversità. Ma la minaccia di questo regime oggi è più forte che mai, Ahmadinejad parla come e peggio di Adolf Hitler, nega e rinnega lo sterminio degli ebrei, costruisce il nucleare non certo per scopi civili, ideologizza la popolazione persino con cartoni animanti antisionisti, finanzia Hamas e Hezbollah, condanna le proteste degli studenti (e forse li arresta!). Tu sei estasiato da tutto ciò, io ne sono nauseata! Ma è questa la bellezza della libertà, poter dire due cose diverse senza rischiare la morte (ti assicuro però che tra noi due, a parità di condizione, oggi la rischierei più io per presuntissima xenofobia! anzi tu potresti persino diventare un santo rivoluzionario un giorno).




permalink | inviato da il 17/12/2006 alle 16:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa
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